Quella di oggi sembrava una gara già vinta in partenza per il Milan di Vincenzo Montella, ma il Crotone ultimo in classifica ha dato del filo da torcere ai rossoneri. Solo la rete nel finale del bomber Lapadula ha permesso alla squadra del tecnico campano di centrare il bottino pieno. Intanto, subito dopo il fischio finale del match di San Siro, l’ad Adriano Galliani ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di ‘Milan TV’: “32 punti in 15 partite sono tanta roba. Ora ci guardiamo il derby di Roma, vediamo poi se saremo secondi da soli o insieme con la Roma. L’importante oggi era fare 3 punti. Con il mister abbiamo una scommessa: se vinciamo la domenica prima paga Montella, se pareggiamo invece pago io. Lo sconfitta non la contempliamo nemmeno”. Poi sul presidente Silvio Berlusconi e sulla sua presenza a Doha ha aggiunto: “L’ho appena sentito, ha sofferto tanto anche lui. L’anno scorso queste partite non le vincevamo. Il Crotone ha perso tante partite nel finale. Non era facile rimontare. Non mi ha detto ancora nulla. Se ha detto certe cose vuol dire che le pensa”.

Poi Galliani si sofferma sull’uomo del giorno in casa Milan, ovvero Lapadula: “Il merito del suo arrivo è tutto di Berlusconi. Era in clinica, mi ha chiamato e mi ha detto che dovevamo prenderlo subito. Io poi ho chiamato il presidente del Pescara e in pochi minuti abbiamo chiuso l’affare. Lui mi ha chiesto una certa cifra e io ho detto subito va bene. Tra Teramo e Pescara ha fatto 55 gol, eravamo convinti che potesse farli anche in Serie A. Quando l’ho chiamato la prima volta, gli ho detto del nostro interesse e lui ha detto subito sì. Il gol di oggi l’ho visto in tv. La squadra di Montella? Non mi piace fare paragoni, ma se proprio devo dico che ha lo stesso carattere della squadra di Capello”. Ed infine una battuta su Pasalic: “E’ un grande talento, poi ha avuto un grave infortunio ma io sono convinto che se uno ha talento lo fa vedere. Si vede che Pasalic è un vero giocatore”. E un’altra su Niang: “E’ l’unico che ho abbracciato dopo la partita. E’ chi soffre che ha bisogno degli abbracci”.