Il Milan si sta facendo sotto per la corsa alla Champions League. Se sino a qualche settimana fa si parlava di tre pretendenti per il terzo posto che vale l’Europa “che conta”, adesso la lotta si è estesa ad una quarta pretendente con la maglia rossonera. Buona parte di questo cambio di rotta è derivata dal cambio di modulo da parte di Sinisa Mihajlovic, il passaggio al 4-4-2 ha dato certezze e solidità difensiva alla squadra, ed ora il ruolino di marcia è davvero d’altissimo livello dopo un inizio balbettante.
Il capitano dei rossoneri ha confermato di gradire il nuovo modulo: “Credo che abbiamo fatto un salto di qualità nella testa e il nuovo modulo ci ha dato delle certezze”, ha dichiarato Montolivo. Ed anche i numeri danno ragione alla scelta effettuata da Mihajlovic qualche mese fa. In 12 gare giocate con il 4-4-2 infatti, il Milan ha ottenuto 23 punti, 1,92 per gara. Facendo una proiezione sulle 25 gare giocate sino ad oggi, sarebbero 48 i punti in classifica per i rossoneri, a -1 dalla Fiorentina terza in classifica e davanti a Roma ed Inter. Ottimo dunque!
L’idea del ritorno al 4-3-1-2 del Milan

Ma stranamente Mihajlovic continua a ripetere la sua volontà di tornare al 4-3-1-2, scelta apparentemente inspiegabile.“Sicuramente il 4-3-1-2 è una soluzione che ci può stare quando tutti staranno bene. – ha ammesso – In qualche partita si cambierà modulo a gara in corso. Quando recupereranno tutti la condizione migliore è una soluzione che ci può stare”. Anche il mercato obbliga in un certo senso Sinisa a pensare ad un modulo diverso dal 4-4-2. Il Milan ha infatti solo due esterni in rosa, Bonaventura ed Honda, e nonostante le richieste Mihajlovic non è stato accontentato a gennaio. Dunque l’idea di riproporre il 4-3-1-2 è anche un po’ forzata, ma qual è stato il rendimento del Milan con questo modulo? Una pessima media punti: 1,28 per gara contro l’1,92 del 4-4-2. Tornare al vecchio modulo non sembra affatto una grande scelta…