Nuovo Milan, la commissione antimafia getta ombre: “non si sa chi è il presidente”

  • Cessione Milan
    LaPresse/Reuters
  • Cessione Milan
    LaPresse/Reuters
  • casa milan
    LaPresse/Reuters
  • Milan sentenza
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
  • ADDIO chief operations officer
    LaPresse/Reuters
  • Milan futuro
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse/Reuters
  • Milan
    LaPresse/Reuters
  • Yonghong Li indagato
    LaPresse/Reuters
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • LaPresse
  • MILAN FUORI DALLE COPPE
    LaPresse
1 / 24

Da giovedì il Milan è passato ufficialmente nelle mani di Yonghong Li. Dopo 31 anni si è conclusa quindi l’era Berlusconi. Il nuovo Milan si è presentato ieri alla stampa con una conferenza in cui sono stati posti grandi obiettivi. Uno dei primi punti da affrontare per la dirigenza rossonera sarà quello relativo a San Siro.

Per il ‘Meazza’ è in vigore un appalto fino al 2030 con Inter e Milan per la gestione dello stadio, ma  dopo il closing rossonero tutto deve essere rivisto. Proprio in virtù di questa questione è intervenuto il presidente della commissione antimafia di Milano, David Gentili che ha gettato ombre sul nuovo Milan. Ecco le sue dichiarazioni a ‘Radio Popolare’:

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

A questo punto è terminata la cessione e non si sa chi possiede il Milan. Abbiamo il fondo britannico Elliott, che sostiene Rossoneri Lux tramite un conto corrente in Lussemburgo. Quella cinese è una pseudo-cordata. C’è un prestito ponte da restituire ma non si sa bene da chi, l’unica certezza è che Silvio Berlusconi non è più il presidente. Non si sa chi è alla guida del Milan adesso, ritengo fondamentale che si sappia.

Il Comune di Milano non può stringere un patto per una concessione che vale tredici milioni di euro l’anno per San Siro e non sapere chi sia l’interlocutore. Dobbiamo chiedere chi è titolare effettivo del Milan, il codice degli appalti e le norme antiriciclaggio ce lo impongono. Possiamo parlare con dei portavoce, ma dobbiamo sapere per conto di chi parlano”.