Milan, le parole di Honda sono pesanti: i giocatori non ci credono più

L'ultima intervista del giapponese ha lasciato il segno: in casa rossonera regna lo sconforto e la sfiducia a tutti i livelli

“Penso sia chiaro che non si possa far ripartire questo club se non investendo tanto denaro come fanno al Psg o al City. O fai così, oppure occorre riesaminare la struttura della società. Dirigenza, allenatore e tifosi devono rendersi conto della situazione.
Non ha senso dare la colpa ai giocatori. Negli ultimi anni il Milan ha mandato in campo tanti uomini, come mai non rendono? Per cambiare questo club occorre cambiare totalmente i criteri di valutazione da parte di tutti: dirigenza, tecnico, tifosi e media”.

Queste dichiarazioni di Keisuke Honda, hanno scatenato un vero e proprio dibattito in casa Milan, a tutti i livelli: la dirigenza, per ovvi motivi, non ha preso bene questa uscita del nipponico, i tifosi invece sono divisi, tra chi tesse le lodi per il coraggio dimostrato e chi sputa veleno, dicendo che proprio il numero 10 sarebbe uno dei tanti da epurare in caso di rivoluzione.
L’effetto comunque sia è stato devastante per un motivo, sottovalutato da molti: le parole di Honda saranno anche frutto di una valutazione personale, ma descrivono perfettamente una sfiducia che appartiene a gran parte dei giocatori, ormai stanchi di fare le vittime sacrificali.
Questo sarebbe l’ennesimo tassello di un fallimento tecnico, societario ed economico, cominciato nel Gennaio 2012, quando per motivi personali venne bloccata la cessione di Pato al Paris Saint Germain (col conseguente arrivo di Carlos Tevez, poi andato alla Juve), continuato nell’autunno 2013, con la nomina di due amministratori delegati che si sopportano a malapena e terminato con l’esclusione dalle coppe europee nelle ultime due stagioni, risultati conditi dall’esonero di tre allenatori, due dei quali inventati proprio dalla dirigenza (Seedorf e Inzaghi).

Il risultato di tutto questo è una squadra che sente la mancanza di un leader tecnico e carismatico (Ibrahimovic sarebbe stato fondamentale proprio per questo), costruita senza nessuna logica tecnica e che rischia di bruciare dei giocatori che avrebbero tutto per fare bene, come i vari Romagnoli, Bertolacci e Luiz Adriano.
Una squadra che ha anche mostrato, attraverso le dichiarazioni di Honda, di non credere più nel progetto Milan, progetto che come soluzione alla crisi potrebbe proporre l’ennesimo esonero di un allenatore incolpevole.
I tifosi invece, oltre che contestare l’operato dell’amministratore delegato (uno dei due)  hanno ormai abbandonato emotivamente i giocatori e si sa che questo può rivelarsi fatale per le sorti di una stagione. Cosa fare quindi? Honda lo ha detto chiaramente, ma servono idee, coraggio e personalità: cose che al momento il club dalle 7 Champions League ha dimenticato di avere.