“Possiamo andare in Champions vincendo sempre da qui alla fine: io ci credo per l’organico che abbiamo. Abbiamo i ritorni importanti nella nostra rosa di Menez, che è stato il miglior giocatore dell’anno scorso, Balotelli sperando che metta finalmente giudizio, e Boateng”. Erano state queste le parole del presidente del Milan Silvio Berlusconi lo scorso 22 febbraio, nel giorno della gara al San Paolo contro il Napoli dell’ormai ex Higuain. In quel periodo i rossoneri erano nel momento migliore della loro stagione altalenante, venendo da una serie di risultati utili consecutivi. Forse fu questo ad indurre il patron milanista a pronunciare quelle parole così ottimistiche.
Sta di fatto che, a posteriori, queste dichiarazioni lasciano alquanto perplessi. A partire dai calciatori che dovevano guidare la rincorsa al terzo posto. Proprio oggi Jérémy Ménez ha risolto il suo contratto con il Milan: il fantasista transalpino torna in Francia per giocare nel Bordeaux. E che dire di Mario Balotelli? Dopo una stagione anonima in rossonero, è tornato a Liverpool solo per sentirsi dire da Jürgen Klopp che non rientra nel suo nuovo progetto tecnico. Ed infine Kevin-Prince Boateng: la sua nuova avventura al Milan, iniziata nel gennaio scorso, è durata appena sei mesi non sortendo gli stessi effetti della sua prima esperienza rossonera. Tre flop clamorosi che rappresentano solo la punta di un iceberg costruito ad arte dalle scelte sbagliate di Berlusconi.

Prima di tutto dal punto di vista tecnico. Ormai da anni a Milanello non si vedono più calciatori ‘da Milan‘ in grado di fare la differenza: l’ultimo è stato Zlatan Ibrahimovi? nelle stagioni 2010-2011 e 2011-2012. Da allora le vicissitudini economiche del club non hanno permesso grandi acquisti. Ma anche le poche risorse messe a disposizione da Berlusconi nelle ultime annate sono state spese male. Un esempio lampante può essere il mercato della scorsa estate: il patron decise finalmente di mettere tra le mani di Galliani quei soldi necessari a rinforzare la squadra. Risultato? 80 milioni spesi tra Bacca, Bertolacci e Romagnoli, con gli ultimi due che non hanno lasciato certo il segno nel campionato scorso.
Per non parlare della brutta abitudine del presidente rossonero a chiamare in panchina ex calciatori del Milan al solo scopo di rassicurare la piazza e mascherare delle campagne acquisti non esaltanti. La lista contiene ben tre nomi: Sedorf, Inzaghi e Brocchi. Parliamo di neo-allenatori senza esperienza che, in una situazione così difficile, sono finiti a turno nell’inceneritore del patron milanista. Insomma, tutte scelte sbagliate che si riassumono nella contestazione di alcune sere fa, sotto la sua abitazione, da parte di un gruppo di tifosi della curva Sud.