Il Milan è al centro di un vero e proprio ciclone. Questo inizio di campionato non è stato quello che la società aveva preventivato ed ora nel mirino è finito il calciomercato estivo rossonero, oltre alla gestione di Vincenzo Montella. Circa 200 milioni di euro spesi e questo è il risultato? La deduzione più intuitiva e banale porta a pensare che gli acquisti siano stati sbagliati, ma la realtà è ben diversa. Collezionare figurine non basta. Nessuna squadra al mondo riesce a rivoluzionare una rosa ed imporsi sin da subito, serve del tempo. Ricordiamo che sono passati solo due mesi di campionato, pochissimi per mettere assieme un 11 competitivo dal nulla, considerando anche il cambio modulo di fine settembre.
Tornando alla questione acquisti, non è detto che questi siano stati sbagliati. Negli anni passati ci sono stati club che hanno tentato la scalata proprio come il Milan in questa estate, da un giorno all’altro, ma è andata male. Per portare una squadra a vincere infatti ci è voluto (e ci vorrà nel caso del Milan) del tempo. Pensiamo ad esempio al Manchester City. Quando arrivarono gli sceicchi spenderono 300 milioni di euro in due estati, per vincere un bel nulla. Decimo posto il primo anno, quinto il secondo, prima di approdare in Champions League con il terzo posto alla terza stagione di investimenti. Insomma, ciò che vogliamo dire è molto semplice. Gli investimenti del Milan sono le basi per il futuro del club, non possono essere considerati un mezzo per vincere sin da subito. Ci vuole del tempo per mettere in campo una squadra con 10 big del tutto nuovi, additare i nuovi acquisti come “sbagliati” non è una mossa corretta, sono semplicemente dei calciatori nuovi alla ricerca dell’amalgama. Gli acquisti non sono stati sbagliati, è stato sbagliato il modo di porsi della società, è stato sbagliato far credere che da un giorno all’altro si potesse competere con club che da anni sono al vertice del calcio italiano. Ci vuole del tempo, un 5°, un 3° e poi un primo posto… una scalata al vertice insomma, non si possono saltare gli step.