“E’ stato molto bello ritrovarlo al Milan. Lui era gia’ allenatore dal campo quando giocavamo insieme”. Sono le dichiarazioni di Frederic Massara, diesse del Milan, durante la presentazione dell’allenatore Marco Giampaolo. “Sara’ molto bello lavorare insieme per riportare il Milan in una dimensione europea dalla porta principale. E o faremo con ambizione e la convinzione di lavorare bene insieme”.
Parola a Boban: “quella di Giampaolo è stata una scelta facile, rapida e calcisticamente logica. Da anni Marco offre qualcosa di diverso, un concetto di bel gioco che rispecchia la storia del Milan e che San Siro vuole, così come noi tutti. Ovviamente, attraverso il gioco bisogna ottenere dei risultati. Con lui, siamo convinti, che siamo sulla strada giusta. Sono felicissimo di stare di nuovo nel mio club e vivere i miei colori. Quando Paolo mi ha chiamato, conoscendo anche Ivan Gazidis, ci ho pensato molto poco. Maldini mi ha chiesto quale allenatore fosse da Milan. Io ho detto Giampaolo e lui mi ha detto che nella sua testa c’era solo Giampaolo. Poi ci siamo confrontati anche con Ivan e c’è stata unanimità. Ha un carattere schivo, ma ha un grande sapere calcistico. Ed è subito senza cravatta, per differenziarsi da noi”.
Parla anche Maldini: “è successo tutto all’improvviso, ci siamo trovati un anno fa. Sarò sempre grato a Leonardo dell’opportunità che mi ha dato. La scelta di Zvone e di Massara è di voler tornare competitivi il più presto possibile da ogni punto di vista. La scelta di Giampaolo è stata condivisa dalla società e dalla direzione tecnica. Donnarumma e’ un giocatore importante per questa squadra, per il calcio italiano e mondiale. Noi ce l’abbiamo, l’idea e’ quella di averlo ancora per tanto tempo”.
Poi è il turno dell’allenatore: “Sono felicissimo e motivatissimo di allenare il Milan, una società gloriosa e tra i club più conosciuti al mondo. Per me è una grande opportunità, che penso di aver meritato attraverso il sacrificio. Sono convinto di raccogliere questa sfida nel momento giusto –aggiunge il tecnico abruzzese-. Vi lascio immaginare la mia felicità, 5 anni fa per ripartire sono andato a lavorare in serie C, ho avuto il coraggio e la follia di accettare e ripartire. La chiamata di Maldini mi ha reso un uomo felice. Sono pronto a raccogliere questa sfida. Lo slogan è testa alta e giocare a calcio. Non distinguo tra calciatori titolari e riserve o forti e deboli, mi piacciono giocatori motivati -aggiunge il tecnico abruzzese-. Mi piacciono calciatori che vogliano essere ricordati per aver fatto qualcosa di importante. Il progetto è quello di offrire un calcio apprezzabile, chiaramente bisogna sostenerlo con i risultati. Il Milan deve giocare per l’obiettivo massimo ma dobbiamo programmare step by step. Da domani penserò a parlare con i calciatori, a capire cosa pensano, le loro ambizioni, poi mettere in atto un progetto di gioco, poi una mentalità. Il percorso è lungo ma io devo procedere un passo alla volta. Non comincero’ dal modulo il mio lavoro ma dalle caratteristiche dei giocatori. Sicuramente partiremo con la difesa quattro, il resto lo vedremo dopo”.
Su Praet: “È un giocatore che stimo e che ho allenato ma non so se diventerà un giocatore in più per questo Milan. In quel ruolo siamo coperti, ad oggi il Milan ha quattro mezzali”. Su Theo Hernandez: “Può portare grande qualità. Sono curioso di scoprirlo, ha determinate caratteristiche magari più vicine a Laxalt che a Rodriguez. Andrè Silva e Cutrone, a pelle, sono calciatore diversi e devo valutarli insieme alla rosa di cui il Milan dispone. Devo capire come metterli insieme ma ad oggi sono giocatori forti del Milan”.