Le ultime quattro partite hanno ridato al Milan una boccata d’ossigeno e una ventata d’entusiasmo che ormai non si vedeva da tempo: adesso i rossoneri guardano al futuro con più ottimismo, forti di una classifica che Sabato sera, in caso di vittoria sull’Atalanta, li porterebbe momentaneamente a meno due dalla vetta. Qualcosa di veramente impensabile se guardiamo appena un mese addietro, alla sera in cui Higuaìn e Insigne sembrava che avessero calato il sipario sulla squadra di Mihajlovic.
Il pari di Torino e le tre vittorie contro Sassuolo, Chievo e Lazio hanno rimesso in corsa una stagione, ma al momento non possono bastare per centrare il terzo posto “comandato” da Adriano Galliani e Silvio Berlusconi: i difetti strutturali continuano infatti a pesare su una squadra che fatica tremendamente a palleggiare velocemente e che, soprattutto, continua a prendere gol (solo in una gara su undici il Milan ha mantenuto la porta inviolata). Donnarumma promette bene nonostante alcune incertezze (assolutamente normali per un ragazzo di 16 anni catapultato in una realtà così grande), Romagnoli sta migliorando tantissimo, ma avrebbe certamente bisogno di un partner affidabile che per discontinuità (Zapata e Mexes), problemi fisici (Alex) e poca affidabilità (Rodrigo Ely) al momento in rosa non c’è.
I tanto decantati problemi nella costruzione del gioco sono stati parzialmente risolti dall’inserimento di Montolivo davanti alla difesa, ma se il capitano dovesse saltare una partita ricomincerebbero i soliti guai, vista la mancanza di alternative. I due giocatori mancanti (difensore e regista) dovranno arrivare dal mercato, ma fino a Gennaio, Mihajlovic dovrà arrangiarsi con il materiale umano che ha, cercando di far rendere tutti al meglio delle loro possibilità.
Quello che però ha pesato fino a questo momento è la mancanza di un vero e proprio leader tecnico: il mancato acquisto di Zlatan Ibrahimovic, ha lasciato una carenza di personalità evidente, al quale Sinisa ha cercato di ovviare con risultati discreti.
I gatti però non possono diventare leoni ed è anche per questo che si sta pensando (ormai è cosa fatta) al tesseramento di Kevin Prince Boateng: giocatore bizzoso, discontinuo, ma capace di reggere le pressioni e con una personalità molto forte. Anche il reintegro di Balotelli e Menez sarà importante, ma resta da capire come il tecnico li inserirà nel nuovo scacchiere tattico. Detto questo, Sabato sera arriva l’Atalanta, un nuovo esame da superare obbligatoriamente nonostante le assenze (Alex, Bonaventura e Bertolacci), per evitare un nuovo de profundis, che stavolta taglierebbe veramente le gambe.