Milan, qualche spiraglio di luce nel grigiore generale: ecco da dove ripartire

E’ stata una serata molto amara quella vissuta dal Milan, ieri al San Paolo, contro il Napoli. Sotto di due goal a zero a fine primo tempo, nella ripresa i rossoneri hanno rialzato la testa, arrivando a pareggiare i conti. Prima del disastro finale, con il risultato fissato sul 4-2 per i campani, le espulsioni di Kucka e Niang e il fallo di mano degno di un pallavolista di Romagnoli, poco prima della linea di porta, costatogli comunque il solo cartellino giallo. Insomma, una mezza disfatta. Ma bisogno anche valutare i lati positivi. Perché qualcosa di buono c’è stata ed il bicchiere, quanto meno, va visto pieno per un quarto.

Partiamo da colui che, ad oggi, pare essere la più grossa certezza tra tanti problemi: parliamo di Gigio Donnarumma. Ieri, anche se può sembrare strano, il ragazzino ha salvato il Milan da una figuraccia ben peggiore. Le sue prodezze continue su Mertens e compagni hanno infatti evitato un passivo più pesante. Ha personalità e talento: considerato che parliamo di un diciassettenne, ci rendiamo conto del tesoro che ha in casa la società rossonera. Ma c’è dell’altro.

Pareggiare una partita al San Paolo, dopo un tempo chiuso sul doppio svantaggio, non è da tutti. Chiaro, non serve a nulla se poi vai a perdere la partita ma è corretto sottolineare come una reazione ci sia stata. Le energie nervose sono poi state gestite male ma c’è il dovere di essere ottimisti, da questo punto di vista, per il futuro. Grazie, soprattutto, alla presenza in panchina di un allenatore tra i migliori in Italia.

Montella è un tecnico molto capace, con un’idea di calcio ben precisa e votata all’attacco. Purtroppo per lui non ha a disposizione interpreti di prim’ordine e passerà del tempo prima che possa registrare tutta la squadra. Ha comunque le carte in regola per riuscirci ed i primi bagliori di luce si sono visti tra la prima e la seconda giornata.

Confortante è stato l’apporto, ad esempio, fornito ieri dagli esterni d’attacco. Suso è apparso rigenerato ed il goal da cineteca segnato a Reina è la ciliegina sulla torta di una prestazione che lo ha sempre visto nel vivo della manovra rossonera. Molto bene anche Niang, che avrebbe tutto per diventare un grande giocatore. Il condizionale è causato dai suoi limiti caratteriali, emersi anche ieri: il secondo giallo, con conseguente espulsione, rimediato a fine partita è davvero da censura.

E ci permettiamo di inserire, nel lotto di questi lati positivi, anche i nomi di due calciatori che rappresentano, senza dubbio, dei valori aggiunti per la squadra. Il riferimento è a Romagnoli e Bonaventura. Il primo è stato criticato oltremodo ma non è che sia fortunatissimo nella scelta dei partner che gli vengono messi accanto. Inoltre ha appena vent’anni e crescerà notevolmente. Ci permettiamo di definirlo l’unica certezza della difesa del Milan. Bonaventura non ha bisogno di particolari commenti: c’è sempre e comunque.

Per chiudere, questo Milan ha sicuramente tantissimi difetti che solo il tempo, il paziente lavoro di Montella e la piena disponibilità dei calciatori potranno portare a superare. Bisogna prendere la realtà per quella che è, senza sminuirla ma senza neppure estremizzarla. Ma, soprattutto, bisogna partire dai pochi punti fermi, qua sopra elencati. Non è molto ma è già qualcosa.