Il Milan è alla deriva ed anche le decisioni della società adesso fanno riflettere. Lascia quantomeno perplessi la scelta di sospendere il ritiro della squadra dopo una sola settimana che ha portato ad un flop clamoroso, ed il 27 si torna in campo per il derby. Solitamente i ritiri vengono interrotti per una reazione positiva delle squadre e prolungati nel caso in cui tale reazione non arrivi. In questa occasione però è stato fatto il contrario. Il motivo? I calciatori non intendono passare le vacanze a Milanello ed in società non c’è nessuno di polso che riesca ad imporsi contro i calciatori, neanche Gattuso. Ringhio non ha una storia da allenatore alle spalle che possa permettergli di fare il duro come vorrebbe, inoltre è consapevole d’avere un ruolo da mero traghettatore. Detta in altri termini, Bonucci all’interno di una discussione in spogliatoio, conta più di Mirabelli e Gattuso. Parlando a nome della squadra il capitano ha detto no al ritiro e così è stato. Tutto ciò sembra essere assurdo.

Per dare una netta sterzata a questa situazione a dir poco incredibile, serve un big in panchina, uno che in situazioni critiche possa permettersi il lusso di dire: “adesso qui si fa come dico io”, prevaricando anche la società. Per far ciò un tecnico deve avere un certo ‘peso’, un certo background, quello che manca a Gattuso per intenderci. Il nome più adatto al momento sembra essere proprio quello di Antonio Conte, un carattere forte supportato dai risultati, vincente in Italia ed all’estero. Lui sì che può imporsi all’interno dello spogliatoio rossonero, Gattuso invece deve sottostare ad alcuni meccanismi, sapendo benissimo d’essere solo un tecnico a tempo…