Adriano Galliani è stato criticato tantissimo per il suo operato nelle ultime sessioni di mercato: una delle accuse che il popolo rossonero muove nei confronti del condor è la costruzione del centrocampo ed in particolare la cessione di Bryan Cristante, cresciuto nelle giovanili del Milan e ceduto quest’estate al Benfica per 6 milioni di euro.
Ma come sta procedendo l’esperienza iberica del giovane ex rossonero? Utilizzando una banalissima espressione giornalistica, potremmo parlare di “luci e ombre”: Cristante infatti non è ancora entrato nella cerchia dei titolari e spesso in questa stagione si è dovuto accomodare in panchina, in favore di Samaris, Fejsa e Amorim.
Pochissime presenze in campionato e in Champions League (in cui il Benfica è anche stato eliminato nel girone, da ultimo in classifica), spazio più ampio invece nelle due coppe nazionali in cui Cristante ha anche segnato un gol.
Una storia tutta da scrivere insomma, ma tutto questo basta ai tifosi del Milan per far crescere i rimpianti: la sola presenza di Essien e Muntari fa letteralmente infuriare i supporters del diavolo.
Galliani ha spesso precisato che con la cessione di Cristante il Milan ha potuto tesserare Giacomo Bonaventura, ma è pur vero che 6 milioni di euro rappresentano l’ingaggio dei due ghanesi (percepiscono 2,5 milioni a testa).
Cristante più che un rimpianto rappresenta l’incoerenza dell’intero progetto rossonero, un progetto giovani finito ben presto nel dimenticatoio con acquisti non proprio in linea con la nuova filosofia societaria (Essien, Alex, Armero, Fernando Torres e lo stesso Diego Lopez).
La linea ed il pensiero del tifo rossonero è ben chiara: perchè lasciar partire uno dei prodotti più interessanti del vivaio senza concedergli mai una vera chance (anche se l’anno scorso in due presenze Cristante collezionò un gol e un assist)?
