La contestazione di un gruppo di tifosi della Curva Sud del Milan, avvenuta ieri sera sotto l’abitazione del presidente Silvio Berlusconi, è solo la punta di un iceberg nato e cresciuto cinque anni fa. L’era vincente del numero uno rossonero si è conclusa con la cessione di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva al Paris Saint-Germain proprio cinque estati fa. Le ragioni di una tale smobilitazione furono la necessità di ripianare una situazione debitoria ormai insostenibile: così si ricorse al sacrificio dei due ingaggi più onerosi per le casse milaniste.
Da allora fino alla serata di ieri, il grande assente ha avuto sempre un nome e cognome: progetto tecnico. Ma gli unici a non accorgersi di tutto questo sembra siano stati proprio i dirigenti rossoneri. Alla cronica impossibilità di arrivare a calciatori di un certo livello, si è aggiunta la brutta abitudine dei repentini cambi in panchina, allo scopo di nascondere i limiti legati alla mancanza di programmazione.
Dalla partenza dei due fuoriclasse in panchina si sono avvicendati, nell’ordine, Allegri, Sedorf, Inzaghi, Mihajlovic e Brocchi. E nessuno di questi è riuscito a fare breccia nei gusti del presidente, con l’unica eccezione di Allegri che ha regalato l’ultimo scudetto del Milan nel 2011. Tutti compreso Sinisa Mihajlovic, arrivato a Milanello con le stimmate dell’uomo della svolta. I soldi freschi che Berlusconi si decise a mettere sul piatto la scorsa estate sono stati spesi male: esclusi i 30 milioni di euro per Bacca, la cosa che oggi balza agli occhi sono gli oltre 50 milioni dati alla Roma per Bertolacci e Romagnoli, con i giallorossi che si stanno ancora sfregando le mani per l’affare fatto. I risultati altalenanti del Milan e gli schemi tattici di Mihajlovic, ritenuti non proprio una delizia per il palato fine del patron rossonero, hanno fatto il resto.
E arriviamo così agli ultimi mesi, con l’incertezza per quanto riguarda il futuro societario e l’immobilismo sul mercato causato proprio da questa situazione di stallo. L’unica certezza può essere Vincenzo Montella, tecnico capace e voglioso di riportare entusiasmo nell’ambiente rossonero. Ma senza le pedine di cui ha bisogno il tecnico napoletano, da Musacchio a Cuadrado, sarà difficile anche per lui riuscire a cavare qualcosa di buono dalla prossima stagione.