Accolto con le fanfare e ora messo in discussione: l’esperienza rossonera di Carlos Bacca sta vivendo un periodo di disinnamoramento, causato dall’astinenza da gol del colombiano, a secco ormai da più di un mese.
Le recenti prestazioni hanno messo più di un dubbio sulla reale utilità tattica dell’ex centravanti del Siviglia, un po’ avulso dal gioco nel nuovo 4-4-2 rossonero e poco propenso a dialogare con Niang, che nelle ultime gare è stato per distacco il migliore della compagine milanista.
Per rilanciare il pezzo pregiato del mercato, Mihajlovic riproporrà dal primo minuto Luiz Adriano contro l’Hellas Verona (il brasiliano, spesso relegato in panchina, è in realtà il partner d’attacco preferito da tutti), nella speranza che l’inserimento di un vero centravanti capace di portare la croce, possa giovare anche al colombiano che si libererebbe così da alcune restrizioni tattiche.
Le sta provando tutte Sinisa, che non può permettersi di relegare in panchina il botto da trenta milioni di euro: ecco che allora Niang scalerà sulla fascia destra al posto di Cerci per far spazio alla coppia gol che nell’immaginario collettivo, doveva essere quella titolare.
Ci sono molti dubbi però sulla bontà di questa scelta: perchè togliere dal suo ruolo ideale Niang? Perchè sacrificare da esterno quello che al momento è il miglior attaccante del Milan? Le scelte di mercato estive e l’imperativo di salvare l’investimento da trenta milioni vinceranno sulle logiche tattiche, cosa molto pericolosa per il futuro della squadra rossonera, che potrebbe a questo punto trovare nel colombiano un problema, più che una soluzione. Le scelte di un allenatore devono sempre essere fatte per il bene della squadra, per il suo rendimento: anche a costo di bocciare il nome altisonante.