La pressione per il Mondiale che sta per cominciare l’avvertono, almeno per ora, più i giocatori che i tifosi. Ad esempio se si passeggia per le strade di Ipanema, quartiere chic (e troppo snob) di Rio, non si vedono ancora bandiere alle finestre, il primo venditore di trombe e simil-vuvuzelas è apparso oggi, e gli unici che mostrano maglie della Selecao o drappi gialli e verdi in vetrina sono i commercianti che, grazie ai Mondiali, sperano di vedere salire il loro giro d’affari. E’ un’atmosfera strana, perché c’è sempre il timore di manifestazioni di protesta e continua il risentimento di buona parte dell’opinione pubblica per le spese folli sostenute in nome del dio pallone, in ogni caso c’è un torneo a cui pensare. Così dal ritiro baiano della Croazia, a Praia do Forte, la stella Modric avvisa il Brasile che ancora si appassiona per il calcio: “io so come si ferma Neymar, altre squadre ci sono riuscite e può farlo anche la Croazia“, dice riferendosi alla partita di apertura. L’asso del Real non ha più il suo caratteristico ‘caschetto’, in quanto si è tagliato i capelli per adempiere un voto fatto prima dell’ultima finale di Champions League (quella della Decima delle ‘merengues’), ma crede di aver mantenuto intatte le proprie forze, e spiega come potrebbe verificarsi la prima clamorosa sorpresa di Brasile 2014. “Neymar è un ottimo giocatore – sottolinea – però bisogna anche dire che in questa sua prima stagione al Barcellona non è che abbia fatto stravedere. Ma quando torna in nazionale e veste la maglia delle Selecao si trasforma. Però ripeto, e lo so visto che gioco in Spagna e nella Champions, che ci sono già state squadre che sono riuscite a fermarlo ed è ciò che tenteremo di fare anche noi. Anzi sono certi che ci riusciremo, visto che abbiamo una difesa molto forte“. “Il problema è che lui non è l’unico pericolo per la Croazia. aggiunge -: ci sono anche altri giocatori, basti pensare a cosa fa uno bravo come Thiago Silva“. Ma come vede Modric la partita di apertura? “Quella di giovedì a San Paolo sarà una battaglia – risponde – e il confronto a centrocampo sarà decisivo. Potrebbe essere molto importante riuscire a fare il possesso palla e a fraseggiare. Di sicuro non dovremo pensare solo alla fase difensiva, altrimenti sarà peggio per noi. Se non cercheremo di fare risaltare le nostre capacità creative e di palleggio, per noi potrebbe non finire bene. Ma per fortuna ne siamo coscienti“.
Modric sfida il Brasile: “So come fermare Neymar”