Sulle colonne di ‘Libero’, Luciano Moggi ha analizzato la sconfitta della Juventus nella finale di Champions League contro il Real Madrid. Dura critica alla squadra ma soprattutto a Massimiliano Allegri. Ecco quanto scritto dallìex dg bianconero nel suo consueto editoriale:
“La finale di Champions chiude l’annata calcistica con una dimostrazione di forza del RealMadrid nei confronti della nostra migliore squadra, la Juve. Un 4-1 che non ammette discussioni e ci pone di fronte ad alcuni importanti interrogativi . Prima di tutto, se giocare all’italiana sia efficace contro una grande squadra come quella madrilena. (…) La Juve non è scesa in campo con il piglio di chi sa di essere il più forte; ha adattato, infatti, il gioco alla tattica d’attesa e con questo si è suicidata mettendosi completamente nei «piedi» dei madrileni. (…) L’ha vinta Zidane, impostando un centrocampo in cui si sono impantanate le poche idee bianconere. E l’ha persa Allegri: la Juve, al contrario del Real, è scesa in campo con la speranza di potersi assicurare la Coppa, ma anche con tanta paura di perderla e si sa bene come la paura sia sempre una cattiva consigliera, meglio sicuramente nutrire rispetto per l’avversario.

Incolpevole il solo Buffon, che ha subito due gol per colpa di altrettante deviazioni. Ancor peggio il centrocampo, dove Pjanic e Khedira non hanno mai trovato la posizione giusta per competere nonostante la gran mole dilavoro cui si è sottoposto Mandzukic (autore dell’eurogol dell’illusorio 1-1) sin dall’inizio. Dybala, forse, non è ancora maturo per queste grandi platee, e Higuain ha sfoderato il solito rendimento che ha sempre avuto giocando le coppe europee sia con il Napoli che con la Juve: senza infamia e senza lode. Una squadra, insomma, in veste dimessa quella vista a Cardiff, sicuramente perché posta di fronte a un avversario superiore rispetto a quelli che è solita incontrare in Italia: può essere criticabile il modo con cui si è quasi messa a disposizione degli avversari, certamente il timore di non potercela fare hai influito.
Ciò però non cancella quanto di buono ci è stato fatto vedere dai bianconeri durante l’annata: il sesto scudetto consecutivo e la terza Coppa Italia di fila sono successi degni di una grande squadra che, per dirla in gergo ciclistico,è forse più adatta a una corsa a tappe più che a una cronometro“.



