Moggi si schiera dalla parte di Lotito e Tavecchio

“Lotito è uno che ci sa fare. Io, quando andavo a Coverciano, chiedevo il permesso e venivo autorizzato”. Luciano Moggi sorride leggendo i giornali e vedendo le foto di Claudio Lotito con il k-way della Nazionale. Il presidente della Lazio, consigliere federale, ha partecipato attivamente alla due giorni azzurra a Bari. A quanto pare, qualche giocatore della Nazionale sarebbe rimasto sorpreso, non sempre piacevolmente, per la presenza costante del numero 1 laziale. “Dicono che anche io ai miei tempi ero ovunque? Io chiedevo permesso, ho sempre chiesto l’autorizzazione per entrare”, dice Moggi all’Adnkronos. “Lotito si è calato nella parte, ma è una persona che nella parte ci sa stare. Ci sa fare…”, aggiunge l’ex direttore generale della Juventus. Il presidente della Lazio è uno dei più fidati partner del nuovo presidente federale Carlo Tavecchio. “Io ho fiducia in Tavecchio e spiego perché: quando ha assunto la guida del settore dilettantistico, ha trovato un mondo allo sfascio. Ora, invece, i dilettanti sono il fiore all’occhiello della federazione. Certo, è difficile invertire completamente la rotta ma si può fare qualcosa”.

L’ingaggio di Antonio Conte come ct è senz’altro un passo nella giusta direzione. “L’avvio di Conte è positivo, non si sono dubbi. Il problema è la squadra e la qualità dei giocatori che il nostro movimento può proporre. Conte ha dato già la sua impronta alla Nazionale, come si è visto contro l’Olanda. La squadra ha mostrato grinta e aggressività, c’è la mano del ct che si è rivelato anche molto furbo: ha cercato di motivare la squadra inserendo i giovani che avevano fame. Ora si va in Norvegia” per l’inizio delle qualificazioni europee “e l’impegno sarà più duro”. Il ct ha acceso i riflettori sulla presenza eccessiva degli stranieri nelle squadre di club e sullo spazio ridotto per gli italiani. “Nel mercato sono arrivati 69 stranieri, nella maggior parte dei casi inferiori ai nostri giocatori. Oggi non si costruiscono più i calciatori, i vivai sono trascurati perché è più facile comprare stranieri a poco prezzo di poca qualità. E’ meno faticoso”