Il Mondiale di calcio puo’ essere una grande occasione per un commissario tecnico ma anche un grande rischio. La Coppa del Mondo in Brasile, dal punto di vista dei ct, sarà ricordata per i tanti cambi di panchina che ha comportato. Dimissioni, addii, nuovi incarichi, sono tante le strade scelte dai commissari tecnici, volenti o nolenti. Sono almeno dieci i tecnici che non sederanno sulla panchina della propria nazionale dopo il Mondiale. Louis van Gaal che ha portato l’Olanda alle semifinali, battuta dall’Argentina ai calci di rigore, andrà ad allenare il Manchester United, ma tra gli addii per motivi diversi ci saranno anche Ottmar Hitzfeld, ct della Svizzera, che dopo anni di successi ha deciso di ritirarsi, e Vahid Halilhodzic, ct dell’Algeria per il quale è pronta la panchina del Trabzonspor, per poi arrivare ai ct dimissionari, dal tecnico dell’Italia Cesare Prandelli che si è già sistemato sulla panchina del Galatasaray, a quello del Giappone Alberto Zaccheroni, da quello della Costa d’Avorio Sabri Lamouchi a quello dell’Iran Carlos Queiroz, da quello dell’Honduras Luis Fernando Suárez al ct della Nigeria Stephen Keshi, fino al tecnico della Corea del Sud Hong Myung-bo. L’undicesimo, dovrebbe essere, salvo clamorosi ripensamenti, dopo la ‘finalina’ mondiale di sabato, il ct del Brasile, Felipe Scolari, marchiato dal clamoroso ko per 7-1 con la Germania nella semifinale in casa. Restano in sella, nonostante tutto, Vicente Del Bosque ct della Spagna, Fabio Capello ct della Russia, e Roy Hodgson ct dell’Inghilterra, tutti eliminati al primo turno.
Le dimissioni di Prandelli hanno scosso il calcio italiano, ma l’Italia non è la sola a trovarsi senza un allenatore dopo il Mondiale. Le sconfitte clamorose al primo turno in Brasile avevano già fatto vittime illustri con dimissioni a raffica, tra queste, la più eclatante era stata quella del ct azzurro, che dopo la sconfitta dell’Italia con l’Uruguay e l’eliminazione dal Mondiale diceva addio alla Nazionale, per poi accasarsi circa due settimane dopo al Galatasaray in Turchia, ma anche il proseguo del torneo ha regalato altre sorprese. L’eliminazione mondiale aveva portato all’addio anche Alberto Zaccheroni che si è dimesso da ct del Giappone, dopo la sconfitta per 4-1 con la Colombia, nell’ultima gara del gruppo C. Altra conoscenza del calcio italiano a dimettersi è stato il commissario tecnico della Costa d’Avorio, Sabri Lamouchi, ex giocatore di Parma, Inter e Genoa, che dopo il ko con la Grecia che ha eliminato gli africani dal mondiale con un rigore all’ultimo minuto, ha deciso di lasciare. Un altro commissario tecnico a presentare le proprie dimissioni è stato il ct dell’Iran, Carlos Queiroz, subito dopo la sconfitta subita nell’ultima gara del girone contro la Bosnia-Erzegovina. Tra i motivi del tecnico portoghese il fatto di non aver ricevuto alcuna offerta dalla Federazione iraniana per continuare il loro rapporto di lavoro. Poi a rassegnare le dimissioni è stato il ct dell’Honduras, Luis Fernando Suárez, dopo l’eliminazione dei “catrachos” dal Mondiale di Brasile 2014. Suárez aveva assunto l’incarico a marzo 2011, portando i centroamericani al terzo Mondiale della loro storia.
Anche Stephen Keshi ha annunciato le sue dimissioni da commissario tecnico della Nigeria dopo la sconfitta contro la Francia negli ottavi di finale dei Mondiali. L’allenatore era alla guida delle Super Aquile dal novembre 2011 e le ha condotte alla vittoria della Coppa d’Africa nel 2013. Ultimo in ordine di tempo a lasciare la panchina è stato il ct della Corea del Sud, Hong Myung-bo che ha rassegnato le dimissioni dopo il pessimo risultato ottenuto ai Mondiali in Brasile. La nazionale asiatica ha chiuso il gruppo H con un solo punto ottenuto nel pari 1-1 contro la Russia. Il tecnico Hong, ex capitano della squadra al Mondiale del 2002 e ct dell’under 23 con cui ha ottenuto un bronzo alle Olimpiadi di Londra, si è detto “profondamente dispiaciuto” per il risultato ottenuto. Anche Vahid Halilhodzic, ct dell’Algeria eliminata agli ottavi dei Mondiali dalla Germania, lascia la guida della Nazionale africana. Per lui pronta la panchina del Trabzonspor. La qualificazione agli ottavi, a spese della più quotata Russia di Capello, l’impresa sfiorata contro la Germania ora semifinalista mondiale. Quindi il ritorno in patria, il tripudio, con i giocatori portati in trionfo e il Ct esaltato da tifosi e stampa locale non è bastato all’Algeria per trattenere sulla propria panchina il tecnico. Infine la questione legata al ct del Brasile. Scolari non si è dimesso dopo il ko con la Germania, ma l’addio del ct verdeoro sembra in realtà scontato, tanto che la stampa brasiliana indica già il nome del successore: Adenor Leonardo Bacchi ‘Tite”, il 53enne ex allenatore del Corinthians con cui nel 2012 ha conquistato Coppa Libertadores e Mondiali per club. Tite ha lasciato il club di San Paolo al termine dell’ultima stagione ed è attualmente disoccupato. Al 66enne tecnico del Rio Grande del sud verrà chiesto di dimettersi dopo la ‘finalina’ di sabato.