Mondiale, girone A: Brasile favorito, bagarre secondo posto

Caldo, proteste, ritardi nei lavori: il Brasile vive l’imminente avvio del ‘suo’ Mondiale tra contraddizioni e consapevolezza di essere, almeno sulla carta, la squadra da battere. Il Girone A sembra poter rappresentare solo un rodaggio per la Selecao di Scolari, che dara’ il via alla manifestazione il 12 giugno con la gara inaugurale all’Itaquerao di San Paolo contro la Crozia. Formazione, quest’ultima, che pare l’unica in grado di dare qualche grattacapo ai verdeoro, che successivamente affronteranno Messico e Camerun. Tutto troppo semplice? In apparenza si’, perche’ difficilmente il Brasile non chiudera’ da dominatore il raggruppamento, trovandosi poi la strada spianata sino alla finale, in programma il 13 luglio al Maracana’. Nei 23 di Scolari non ci sono due veterani come Kako’ e Robinho ma la Serie A e’ ben rappresentata con i difensori Maicon (Inter), Henrique (Napoli) ed il centrocampista Hernanes (Inter). Esclusi l’ex Roma Marquinhos e quel Filipe Luis che ha contribuito a rendere memorabile la stagione dell’Atletico Madird, la stella e’ quel Neymar che, dopo una stagione non esaltante con il Barcellona, ha la possibilita’ di architettare il piu’ brillante dei riscatti. Per la Selecao sara’ dunque importante partire col piede giusto, perche’ la Croazia non recitera’ certo il ruolo di vittima sacrificale. Il ct Kovac ha nel suo organico tre conoscenze del calcio italiano come Vrsaljko (Genoa), Kovacic (Inter) e Rebic (Fiorentina), mentre Bubnjic (Udinese) vedra’ il Mondiale in tv.

A recitare il ruolo di assoluti protagonisti potrebbero essere due grandi interpreti come Modric (Real Madrid) e Mandzukic, da cui piedi dipenderanno le fortune di una nazionale che ha voglia di stupire. A competere per la seconda piazza del girone saranno anche Messico e Camerun. I sudamericani di Herrera hanno dalla loro l’abitudine al meteo e una velocita’ nel gioco che riesce spesso a mettere in difficolta’ avversari piu’ blasonati. Reyes ed Herrera (Porto), piu’ Hernandez (Manchester United), rappresenteranno la spina dorsale di un undici che aspira legittimamente alla qualificazione. Cosi’ come il Camerun, guidato da un big come Eto’o, attaccante del Chelsea in grado sempre di fare la differenza, anche se in una fase discendente della sua luminosa carriera. Il ct Finke si affidera’ alla vena realizzativa dell’ex interista, punta di diamante di un undici praticamente europeo, per esperienza e vocazione.