Mondiale, occhio all’alimentazione: l’Italia consumerà oltre 16 kg di pollo a settimana…

Ai Mondiali in Brasile il pollo sara’ tra i protagonisti – inteso come piatto in tavola – in casa azzurra. Se ne consumeranno ben 16 kg a settimana, distribuiti tra i 23 giocatori di Prandelli. La media sara’ di 3-4 volte a settimana, in porzioni intorno ai 150 grammi. Ma non sara’ una prerogativa solo italiana l’uso di carne bianca nella dieta di un Mondiale dove gli avversari piu’ duri da fronteggiare saranno il caldo brasiliano – con elevato tasso di umidita’ – e i continui spostamenti. Infatti saranno circa 2 le tonnellate di carne di pollo – peraltro alimento glocal per eccellenza e presente nelle ricette di tutto il mondo – che verra’ consumata dagli atleti delle 32 squadre impegnate nella fase finale del campionato iridato. Lo dice una ricerca Doxa per Unaitalia, l’associazione che rappresenta la quasi totalita’ delle aziende del comparto avicolo nazionale.

“Nei giorni di allenamento – spiega Luca Gatteschi, medico nutrizionista della nazionale – il menu’ si compone di un primo con pasta (con condimenti leggeri e digeribili, come verdure, formaggi magri, pomodorini freschi, oltre alle classiche, in bianco o pomodoro) o riso (insalata oppure di cereali o farro), un secondo di pesce (come salmone o pesce spada) o carne bianca (petti di pollo o tacchino, ma anche coniglio). Verdure si’, importantissime per l’apporto di fibre e acqua, ma con moderazione (250/300 grammi al massimo, l’equivalente di un piatto fondo) perche’ rallentano la digestione. Mentre per cena, la sera, se ne possono consumare tranquillamente porzioni piu’ abbondanti. In caso di doppio allenamento, a cena troviamo scelte piu’ varie e sapori piu’ intensi, perche’ gli atleti hanno tempi di digestione piu’ lunghi rispetto al pranzo, quando hanno un allenamento poco dopo. Di nuovo un primo di pasta o riso, con ricette che spaziano dagli spaghetti aglio, olio e peperoncino al ragu’ di carne fino alla parmigiana. In alternativa anche vellutate di verdure o zuppe. Anche per i secondi a cena si possono osare sapori piu’ forti e decisi, con qualche condimento in piu’: troviamo sempre le carni bianche con ricette classiche come pollo arrosto o scaloppine al vino, ma anche un tocco esotico, come gli straccetti con la curcuma. A cena puo’ rientrare anche la carne rossa o le uova, con un’omelette, per esempio”. (AGI) (AGI) – Roma, 30 mag. – E’ necessario apportare sia carboidrati che proteine – aggiunge Gatteschi -, il calcio e’ infatti uno sport con impegno energetico considerevole. “Per noi e’ fondamentale varieta’ e qualita’, senza rinunciare al gusto: e’ finita l’epoca in cui gli atleti erano costretti ad un’alimentazione monotona e proponiamo sempre diverse alternative per favorire le preferenze individuali dei calciatori. Proprio per garantire che tutto cio’ che riguarda l’alimentazione funzioni al meglio, il nostro staff comprende figure importanti come il cuoco e due nutrizioniste”. E le carni bianche rientrano a pieno titolo nell’alimentazione degli azzurri, costituendo una eccellente fonte di proteine animali, con un contenuto proteico che va dai 17 grammi dell’ala con pelle ai 23 del petto per 100 grammi di parte edibile. Inoltre, pollo e tacchino hanno una composizione in amminoacidi molto favorevole, in grado di fornire un elevato apporto di lisina, istidina e arginina, oltre che di amminoacidi ramificati (valina, leucina e isoleucina). Ridotto il contenuto in grassi (da 1 a 6 grammi per 100 grammi di prodotto, a seconda delle parti utilizzate) e in colesterolo (50-60 mg/100 g). Anche la frutta rientra nella dieta ed e’ presente sia a pranzo che a cena: “Privilegiamo ananas, frutti di bosco, fragole, mirtilli, lamponi, kiwi, bacche rosse, che non danno problemi di fermentazione. Non proponiamo invece la macedonia: nel mix potrebbe esserci infatti qualche elemento che crea fastidio al singolo giocatore”. E se durante la fase di allenamento il menu e’ cosi’ ricco, nei giorni della partita le scelte si riducono: “di solito se si gioca alle 21, si pranza intorno alle 13 con un primo di pasta (al pomodoro, con olio o verdure) oppure un riso integrale. Viene ridotto il consumo di verdure che rallenterebbero la digestione, e proposti secondi digeribili e leggeri, con pochi grassi, come carni bianche (petto di pollo o scaloppine) oppure pesce, preparato in modo semplice, come un branzino al forno – spiega ancora Gatteschi – Tre ore prima della partita proponiamo una merenda leggera, composta da carboidrati (in varie forme) e proteine”. Subito dopo invece e’ fondamentale reintegrare i carboidratiper recuperare. “Se c’e’ la possibilita’ si rientra velocemente in albergo per servire la cena, mentre laddove invece non sia possibile, e’ necessario fare uno snack negli spogliatoi, come un’insalata fredda di pasta, per non far passare piu’ di un’ora, un’ora e trenta al massimo, dal dispendio energico post partita”.