Il calcio e’ tutto fuorche’ una scienza esatta. Proprio per questo, prima del fischio d’inizio, la cabala mantiene un fascino unico, intatto, e i numeri a volte valgono molto piu’ delle parole. E allora la Germania, travolgente contro il Brasile e data per favorita nella finale di domenica contro l’Argentina, spera di poter contare su un alleato speciale: ‘la regola del 24′. Secondo questa regola, Klose e compagni alzeranno l’ambita Coppa del mondo perche’ le Nazionali che hanno gia’ raggiunto il prestigioso traguardo della quarta stella lo hanno fatto 24 anni dopo aver trionfato per la terza volta. E’ successo sia al Brasile che all’Italia.
La Selecao centro’ il tris nel 1970 in Messico e calo’ il poker (in entrambi i casi contro gli Azzurri) nel 1994, negli Stati Uniti, 24 anni dopo. Situazione identica per l’Italia, terzo Mondiale vinto in Spagna nel 1982 (contro la Germania in finale), il quarto 24 anni dopo, nel 2006, nella serata di Berlino contro la Francia. E allora, dal momento che non esiste due senza tre, dovrebbe essere il momento della Germania: Lothar Matthaeus alzo’ il terzo Mondiale della storia del Mannschaft nel 1990, in Italia. Quanti anni sono trascorsi da allora? 24. A sperare nel trionfo della squadra di Loew c’e’ l’intera Germania, ed e’ naturale, ma anche il Brasile. A Rio de Janeiro, dopo la ‘tragedia’ di Belo Horizonte, tremano alla sola idea che l’Argentina possa sollevare al cielo la sua terza Coppa in casa loro. Cosi’ raccontano di tifosi carioca preventivamente muniti di biglietto per la finale, pronti a cederli ai tifosi tedeschi lungo le strade della megalopoli. E del resto lo stesso portale brasiliano ‘Lancenet’ ieri, dopo la qualificazione dell’Albiceleste alla finale, pubblicava una foto di Lukas Podolski con un bambino di Bahia scrivendo “tedeschi sin da piccoli”.
In questi Mondiali c’è inoltre un dato sconcertante che salta subito agli occhi: le squadre che hanno vinto questa lotteria sono uscite nei turni successivi.
Prima della semifinale di ieri, tre gare in questa edizione sono terminate con i calci di rigore: Brasile-Cile, Costa Rica-Grecia e Olanda-Costa Rica, e tutte le squadre uscite vincitrici sono state eliminate nei turni successivi.
Le statistiche e la scaramanzia spesso lasciano il tempo che trovano ma a Buenos Aires molto probabilmente staranno toccando tutto il ferro disponibile nelle vicinanze…
Per Messi e compagni si profila una finale molto difficile, contro una delle squadre più preparate che si siano mai viste nelle edizioni recenti dei Mondiali, e questa ulteriore statistica non accresce molto l’ottimismo per l’Argentina. Una volta in campo però tutto questo verrà dimenticato ed entrambe le squadre daranno tutto per vincere… con buona pace di maledizioni e calci di rigore.