Mondiali stupendi: ecco i 7 motivi del successo in Brasile

A dieci giorni dal via del Mondiale ecco i sette motivi, rilanciati oggi dalla stampa locale, per cui quest’ultimo si sta rivelando un successo. Gli slogan, la “Copa das Copas”, il “futebol” che torna a casa, fino al Brasile stesso, si sono fin qui rivelate suggestioni piu’ grandi degli squilibri sociali e delle approssimazioni organizzative cosi’ tanto temute alla vigilia della Coppa del mondo. Ecco, nel dettaglio, i motivi che stanno facendo sorridere il Comitato organizzatore.

  • 1) I gol. Tanti, e belli fin dal debutto. Finora sono state segnate 77 reti in venti partite con una media di tre marcature a partita. La migliore dal 1958. Inoltre i pareggi sono stati pochi e il primo arrivato, lo 0-0 tra Iran e Nigeria, si e’ registrato dopo 12 sfide.
  • 2) Le rimonte. Emozionanti e, alcune, inattese, Nei primi quattro giorni sono state ben cinque le rimonte in dieci partite disputate: Brasile, Olanda, Costa d’Avorio, Svizzera, Costa Rica. Anche il Belgio ha vinto in rimonta il suo primo match contro l’Algeria.
  • 3) I campioni non stanno tradendo le attese. Neymar al debutto, Messi al Maracana’, il nostro Balotelli (solo con l’Inghilterra), Robben e Van Persie, Muller e la sua tripletta, Benzema. Unica eccezione fin qui la partita sotto tono di Cristiano Ronaldo.
  • 4) Il pubblico. Quello brasiliano sta vivendo il Mondiale con grande trasporto: strade colorate, cori e magliette della Selecao fanno bella mostra di se’. Ma anche i tifosi stranieri non sono da meno: la Rio invasa da argentini, gli inglesi in Amazzonia, gli olandesi a Salvador e tutti gli altri “torcedores” sudamericani arrivati in gran numero nel paese.
  • 5) Godersi il Brasile. E’ cio’ che stanno facendo molti giocatori stranieri. Chiedere ai croati, fotografati nudi in una piscina di un hotel a Bahia. O agli olandesi, degli habitue’ sui lungomare di Rio; ai tedeschi che a Santa Cruz de Cabralia incontrano gli indios e giocano sulla spiaggia con i bambini; e infine agli inglesi, trascinati a danzare la Capoeira per le strade di Rio.
  • 6) Gli sfotto’ via internet. Marcelo, l’arbitro Nishimura, Van Persie, Ronaldo, la caduta della Spagna: quel che accade in campo in breve tempo diventa virale in rete dove commenti, battute e satira si passano il testimone ai quattro angoli del globo.
  • 7) Non tutto e’ ancora a posto, ma la cosa non sembra disturbare piu’ di tanto. Le proteste registrate nel giorno di apertura sono andate via via scemando, e anche gli stadi, consegnati all’ultimo momento e non del tutto conclusi, stanno dimostrando di avere qualche falla. A Natal la pioggia non da’ tregua, a Porto Alegre non si sono eseguiti gli inni di Francia e Honduras, in molti altri stadi mancano i chioschi per cibo e acqua e le code agli ingressi vengono smaltite molto lentamente. Tuttavia sugli spalti prosegue la festa e per il momento non c’e’ nulla che possa inquinarla.