“Il mio compito e’ portare avanti un progetto e voglio farlo guardando le cose da una prospettiva positiva. Siamo in costruzione e io sono stato scelto per un disegno tecnico ambizioso, perche’ fare calcio in questo modo e’ molto piu’ difficile. Ma ho le idee chiare su come e dove intervenire. Voglio giocare un calcio piacevole e vincere attraverso il bel gioco. Berlusconi mi ha chiamato pochi giorni fa, quando eravamo a Chicago. Era contento, mi ha detto che stiamo portando avanti un bel pensiero di calcio”. Cosi’ Vincenzo Montella in un’intervista alla Gazzetta dello Sport racconta il suo primo mese alla guida del Milan. “Da fuori credo la gente abbia un’idea sbagliata di me – sottolinea -. Mi credono un borioso, uno snob, io invece mi ritengo soltanto riservato, con un grande senso pratico: sono molto piu’ razionale e autocritico di quanto si possa pensare”. Secondo Montella “l’importante e’ non avere alibi. Quando le cose vanno male si e’ portati a cercarli, e a me non va che vengano alimentati. Me compreso. Non puo’ sempre essere colpa degli altri, sempre colpa di arbitri e allenatori. Chi gioca puo’ fare di piu'”. Niente proclami pero’: “Meglio camminare sotto i portici…Pero’ dico: piu’ che tempo, datemi credito. Fidatevi di me. Fidatevi di noi”. E’ inevitabile, sostiene l’Aeroplanino, “che le notizie societarie siano arrivate anche in America, ma il gruppo ha dimostrato di non lasciarsi condizionare, anche perche’ non accetto distrazioni per alcun motivo. Il mercato? Con Galliani non ci sono fraintendimenti, l’esigenza di rinforzarsi c’e’, come c’e’ per tutti. Bacca? E’ forte, fa gol, e la punta deve fare quello, anche se non sono gol spettacolari. E’ gia’ da un po’ che penso alla Supercoppa con la Juve. Potrebbe essere il 29° trofeo dell’era Berlusconi, qualcosa che da’ grande autostima”, conclude. (ITALPRESS)
Montella ed il ‘mantra’ per il suo Milan: “penso solo al bel gioco…”