Morata, perdita pesante per la Juve: inutile cercare un colpevole

Era il segreto di Pulcinella, è vero. Però l’ufficialità della ‘recompra‘ esercitata dal Real Madrid per riacquistare il cartellino di Alvaro Morata dalla Juventus è qualcosa con cui i bianconeri, necessariamente, dovranno fare i conti. Perché il ragazzo è talento allo stato puro, talento peraltro espresso al 50% circa delle proprie potenzialità o giù di lì. Vale la pena ricordare che in Europa Morata ha spesso lasciato il segno, risultando decisivo e dimostrando di avere un notevole spessore internazionale. E poi parliamo di un classe 1992, uno che ha davanti a sé una brillante carriera.

C’è qualcuno che ha delle colpe in tutto questo? No, nessuno. Non ne ha la Juventus, che due anni fa non aveva il potere economico e neppure il prestigio per potere dire no alla formula con il ‘riacquisto’ propostale dal Real Madrid. Oggi, probabilmente, un affare su queste basi i bianconeri non lo farebbero più. Nessuna colpa neppure per il ragazzo stesso. Si fa un gran parlare del fatto che Morata non avrebbe puntato i piedi per rimanere in bianconero. A volte si hanno delle pretese incredibili dai calciatori, come se questi fossero dei robot e non degli esseri umani.

Partiamo dal presupposto che la reale volontà di Morata nessuno di noi la conosce. Il ragazzo in pubblico ha sempre rilasciato dichiarazioni molto diplomatiche e non gli si può certo dare torto. Ma se anche fosse vero che non abbia fatto follie per rimanere a Torino, cosa gli si può rimproverare? Altrove avrebbe possibilità di giocare di più oppure di guadagnare molti più soldi. Ed anche rimanesse al Real Madrid, si tratterebbe del club in cui è cresciuto. Insomma, lasciate in pace il ragazzo. Lo stesso Real, che colpe ha? Quella di aver ricomprato lecitamente il giocatore per ricavarci molti più soldi o per inserirlo in pianta stabile nella squadra allenata da Zidane? Suvvia, siamo seri…

Ma tant’è, Morata è tornato al Real e le speranze che la Juventus possa riaverlo in rosa, a fronte di un lauto assegno, già nelle prossime settimane è assai remota. Non da escludere ma lontana dalla realtà. E’ una perdita pesante, molto pesante. La Juve, negli ultimi anni, ha però saputo rinunciare a pedine importanti, alcune fondamentali, su tutte Pirlo, Vidal e Tevez, sapendo ogni volta ripartire senza particolari problemi. Qui va dato merito al lavoro svolto dalla squadra mercato, guidata dalla premiata ditta Marotta-Paratici.

Allo spagnolo va riconosciuto il massimo impegno sempre messoci, anche a fronte di un utilizzo non certo continuo fattone da Allegri. Non si è abbattuto il ragazzo, neppure nei momenti bui. Ha pagato con critiche a volte feroci la sua discontinuità ma, alla lunga, il valore è sempre venuto a galla. Adesso proseguirà altrove la sua avventura da calciatore, difficile possa tornare a Torino. La certezza è che mancherà alla Juve e, forse, a lui stesso verrà un giorno nostalgia dei bianconeri. Perché se la Juve deve dire grazie a Morata, il diretto interessato deve a sua volte ricambiare.