Massimo Moratti lascia l’Inter dopo quasi 19 anni. Era il 25 febbraio 1995 quando acquistò la squadra nerazzurra da Ernesto Pellegrini. Figlio di Angelo, storico patron dell’Inter ipervincente degli anni 60, nel corso della sua presidenza ha alternato periodi bui a momenti di vera e propria estasi calcistica. Nei suoi primi 15 anni in nerazzurro ha accumulato perdite per 1,2 miliardi di euro e debiti per oltre 460 milioni di euro. Ha sempre “viziato” i suoi calciatori, di cui si innamorava, anche quando sbagliavano: parliamo in particolare di Ronaldo, Adriano e soprattutto Recoba, suo assoluto idolo. Ha portato a Milano un certo Javier Zanetti, primo nuovo volto della sua era; ha speso cifre esorbitanti per bidoni clamorosi che non citiamo solo per non fargli del male, ha dato al Milan Pirlo e Seedorf prendendosi Coco e Guglielminpietro, ha licenziato senza motivo Gigi Simoni ed affidato carta bianca a Marcello Lippi, preferendo lui a Baggio, ma Massimo Moratti si è preso le sue rivincite. Ha scelto Mancini per iniziare il quinquennio d’oro (2006-2011) e i suoi colpi di mercato importanti hanno permesso ai nerazzurri di arrivare al culmine con la vittoria della Champions League 2010 con Mourinho, la vittoria più bella in assoluto. Ronaldo, Vieri, Cambiasso, Samuel, Sneijder, Lucio e Milito sono i suoi colpi più belli, ma lo scambio tra Eto’o ed Ibrahimovic con il Barcellona rimarrà sempre un capolavoro del calciomercato mondiale. I suoi rimpianti più grandi saranno sempre relativi al campionato 2001-2002, quello del 5 maggio e soprattutto a quello 1997-1998, con un Ronaldo strepitoso, ma una Juve che era troppo potente…
Nelle difficoltà si è dimesso due volte dalla carica di presidente: la prima il 6 maggio 1999, dopo le pesanti critiche ricevute per la sua scelta di affidare la squadra all’allenatore e la seconda nel gennaio 2004. A subentrargli era stato Giacinto Facchetti, ma in seguito alla scomparsa di quest’ultimo, Moratti riassunse la carica.
Lascia il timone a Thohir, che tifoso dell’Inter non lo è sicuro. Rimarrà comunque in società e sarà sempre il Presidente dei tifosi, un vincente, checchè se ne dica, il più vincente della storia dell’Inter con 16 trofei conquistati nella sua gestione.