“Ciro e’ morto da eroe per salvare altre vite”. A scriverlo e’ la famiglia Esposito, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni ma che ha emesso un comunicato ufficiale. “Dopo un calvario durato 50 giorni si e’ spento il nostro Ciro, un eroe civile. Quel maledetto 3 maggio il nostro Ciro e’ intervenuto in via Tor di Quinto a Roma per salvare i passeggeri del pullman delle famiglie dei tifosi del Napoli”, hanno precisato i familiari di Esposito. “Il nostro Ciro ha sentito le urla di paura dei bambini che assieme alle loro famiglie volevano vedere una partita di calcio. Ciro e’ morto per salvare gli altri. Noi chiediamo alle istituzioni di fare la loro parte. Daniele De Santis non era solo. Vogliamo che vengano individuati e consegnati alla giustizia i suoi complici”, proseguono i familiari della vittima. “Vogliamo che chi, nella gestione dell’ordine pubblico, ha sbagliato paghi. Innanzitutto il Prefetto di Roma che non ha tutelato l’incolumita’ dei tifosi napoletani. Chiediamo al presidente del Consiglio di accertare le eventuali responsabilita’ politiche di quanto accaduto. Nessuno puo’ restituirci Ciro ma in nome suo chiediamo giustizia e non vendetta. Vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi 50 giorni hanno manifestato la loro solidarieta’. Oggi non e’ gradita la presenza delle istituzioni che si sono nascoste in questi 50 giorni di dolore”, hanno aggiunto i familiari.
“Il nostro sentito grazie al personale medico e paramedico del policlinico Gemelli per la loro umanita’ e professionalita’ e a quei napoletani, come il proprietario dell’albergo romano, che ci ha fatto sentire il calore e l’affetto della nostra citta’. Al presidente del Napoli, al sindaco di Napoli e al presidente della ottava municipalita’ di Napoli va tutta la nostra riconoscenza”, hanno concluso i familiari di Ciro Esposito.