Due pesi e due misure e un tentativo di coprire le responsabilita’ di Daniele De Santis per la morte di Ciro Esposito, il tifoso napoletano deceduto per le ferite riportate negli scontri prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli a Roma il 5 maggio scorso. E’ il sospetto dei familiari del giovane di Scampia, in particolare della madre Antonella Leardi e dello zio Vincenzo Esposito. Le indiscrezioni di stampa sulla relazione del Ris, le ferite da arma da taglio ricevute prima di sparare da ‘Gastone’, cosi’ e’ noto l’ultra’ roaminista, sarebbero per Esposito una “macchina del fango”. “Noi siamo fiduciosi – dice l’ex sindacalista presentando la manifestazione che si terra’ venerdi prossimo in ricordo di Ciro – e sappiamo che troveremo ascolto in un giudice a Berlino. Non possiamo dire altrettanto di una parte dello Stato che sta indagando”. Esposito chiede conto delle protezioni che De Santis avrebbe e che gli consentirebbero di “uscire indenne da tanti processi”. Per la madre di Ciro, il messaggio resta immutato. “Ho sempre detto – ribadisce ai cronisti Antonella Leardi – che la violenza porta solo violenza e che il calcio deve restare un momento di divertimento”. E difende un’altra volta Gennaro De Tommano, il capo dei Mastiff arrestato per la presunta trattativa in campo. “Nessun premio – spiega Leardi – ma si vede chiaramente dalle immagini che non ha fatto invasione e che e’ stato invitato da Hamsik a scendere. Se quella partita non si fosse disputata, cosa sarebbe accaduto?”.