Morte Davide Astori, il commento dell’esperto: “probabilità di uno su centomila”

Morte Davide Astori – Mondo del calcio sotto shock per la morte del difensore della Fiorentina Davide Astori prima della gara di campionato contro l’Udinese, morte naturale in seguito ad arresto cardiocircolatorio. Nelle ultime ore sono arrivate le parole dell’esperto, intervista del ‘Corriere dello Sport’ a Carlo Tranquilli, specialista in medicina dello sport ed ex medico dell’Under 21 azzurra: “in Italia siamo avanti grazie alla Legge 91 che regola le norme dei rapporti tra sportivi e società professionistiche, introducendo già dagli anni 80 la scheda sanitaria per ogni atleta. Purtroppo non c’è niente di nuovo, con i controlli si abbassa di molto il rischio di morte improvvisa ma non la si può evitare al 100%. Nel nostro Paese, grazie all’obbligo di legge, i controlli sono molto più estesi rispetto agli altri paesi. Almeno ogni sei mesi la scheda sanitari dell’atleta deve essere aggiornata e la responsabilità è della società, quindi del medico sociale. Come in Italia ci sono pochi altri posti nel mondo, con lo screening che facciamo noi e i controlli pregara per gli atleti professionisti si possono abbassare i rischi di morte improvvisa fino all’89%. E comunque, più in generale anche con un semplice elettrocardiogramma ben letto dal medico si possono abbassare di molto i rischi. Ma purtroppo ci sono patologie che sfuggono”.

“Negli sportivi under 35 possono capitare patologie nascoste come le cardiomiopatie ipertrofiche o una displasia aritmogena. Questo tipo di patologie si possono sospettare ma è difficile scoprirle. Ci sono poi patologie intercorrenti legate a malattie infettive che possono portare ad una miocardite. In Italia gli atleti professionisti sono obbligati a fare almeno ogni sei mesi controlli ma il rischio di morte improvvisa resta e si può verificare su un atleta per ogni 100.000 sotto i 35 anni. Le statistiche, purtroppo, lo dimostrano”. 

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