Morte di Marco Valerio Corini: accusata la sorella della vittima

Le indagini dei carabinieri avrebbero ricostruito uno scenario davvero inquietante: l'avvocato di Buffon sarebbe stato ucciso dalla sorella, per intascare l'eredità di famiglia

Le indagini dei Carabinieri della squadra di pg e del Nucleo operativo del Comando provinciale della Spezia, avrebbero ricostruito un inquietante scenario intorno alla morte di Marco Valerio Corini, avvocato di fiducia di Gianluigi Buffon (era anche nel cda delle aziende del portierone della Juventus): malato da tempo di cancro, sarebbe stato imbottito di antidolorifici dalla sorella Marzia, che gli avrebbe fatto cambiare testamento per intascare l’eredità di famiglia.
La donna, 52enne e anestesista di professione, è adesso accusata di omicidio volontario e avrebbe accelerato la morte del fratello con la somministrazione di farmaci, per ottenere la modifica di un testamento che la penalizzava.

Secondo quanto ricostruito, Corini inizialmente aveva intestato tutto alla fidanzata ventenne e alla sorella solo la quota di legge per i familiari. Con l’aggravarsi della sua malattia, l’avvocato non era ormai più lucido e sarebbe stato assistito da Marzia Corini che l’avrebbe convinto a formulare un testamento tutto nuovo, molto più a suo favore del primo: da qui nasce anche l’altra accusa per la sorella, ovvero quella di circonvenzione di incapace e testamento falso.

La denuncia è arrivata dalla fidanzata della vittima, che ha riaperto il caso e fatto uscire lo scenario dell’omicidio: Corini è morto il 25 Settembre 2015.