Il 18 gennaio 1977 moriva Luciano Re Cecconi. Una fine tanto tragica quanto assurda quella dell’allora centrocampista della Lazio. Re Cecconi aveva ventotto anni e faceva parte anche del giro della Nazionale. Con la Lazio aveva vinto lo scudetto del ’74. Quella sera Re Cecconi si trovava insieme a Pietro Ghedin, suo compagno di squadra e a Giorgio Fraticcioli, un profumiere romano. Insieme decisero di andare in una gioielleria della zona della Collina Fleming a Roma, poiché Fraticcioli doveva consegnare dei campioni di profumo. Tabocchini, proprietario dell’oreficeria, non era un appassionato di calcio e quindi non conosceva il calciatore e in più aveva subito da poco due rapine a mano armata. Così, si era munito di una Walther calibro 7,65. Dalla ricostruzione dei fatti effettuata, pare che Re Cecconi abbia simulato per scherzo il tentativo di una rapina e il proprietario, Bruno Tabocchini, abbia reagito sparando e colpendolo mortalmente al petto. Tabocchini fu arrestato con l’accusa di ‘eccesso colposo di legittima difesa’. Processato per direttissima 18 giorni dopo, fu assolto ‘per aver sparato per legittima difesa putativa’. Un tragico scherzo del destino che portò via un ottimo calciatore nel pieno della sua carriera, a soli 28 anni.
La morte di Luciano Re Cecconi scuote il mondo del calcio, ucciso per una finta rapina in una gioielleria
Torna l'appuntamento con la nostra rubrica "Accadde oggi". Giornata triste per il calcio, nel 1977 moriva in modo assurdo Luciano Re Cecconi