MotoGp, Valentino Rossi disegna la “pista della madonna”: il Dottore ingegnere

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VALENTINO ROSSI, LE ULTIME SULLE CONDIZIONI DEL DOTTORE – Attesa per il nuovo appuntamento della MotoGp, si corre al Mugello con il punto interrogativo legato alle condizioni di Valentino Rossi. Oggi il dottor Remo Barbagli, responsabile medico del circuito visiterà il pilota della Yamaha e deciderà se dare il via libera per correre.  “Il dolore nella zona di addome e petto è ancora parecchio forte — le parole di Rossi attraverso un comunicato Yamaha —. Fortunatamente, però, la condizione migliora giorno dopo giorno e ciò mi permette di pensare in maniera più positiva al weekend. Il desiderio di essere al via del GP d’Italia è così grande che sto provando a recuperare il prima possibile. Non sarà facile, ho qualche giorno. Ma solo quando salirò sulla M1 capirò davvero la mia condizione. Però farò del mio meglio per correre domenica”.

Valentino Rossi, la pista creata dal Dottore

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VALENTINO ROSSI, LA ‘PISTA’ DEL DOTTORE – Intanto, la Gazzetta dello Sport ha preparato per il Dottore una sorpresa particolare, mettendogli carta e matita in mano e chiedendogli di disegnare il proprio circuito ideale. Il risultato? Lo descrive proprio il pilota della Yamaha: “è una pista della madonna – commenta Rossi alla Gazzetta – perfetta. Il Cavatappi? È bello più che altro quando non lo fai, da fuori, perché farlo è una bega pazzesca… Queste invece sono le curve che danno proprio più gusto, dove c’è l’asfalto bello, dove ti diverti. Sarà sui 5 chilometri, per un tempo che direi sull’1’52”. Partiamo con Barcellona, rettilineo principale e le prime tre curve: gran rettilineo in discesa, staccatona, poi tre gran belle curve, dove serve ritmo, con un gran cambio di direzione per la 3 dove si mette la terza marcia: è una curva lunghissima, molto bella, dove in uscita si fanno dei gran traversi.

“Da Barcellona passiamo al pezzo probabilmente più bello del Motomondiale, perché arriviamo qui al Mugello: Casanova-Savelli e le due Arrabbiate. È il tratto più bello dell’anno, la esse in discesa dove devi essere precisissimo e le due Arrabbiate in salita, con la seconda che imposti alla cieca, senza vederne l’uscita. Dopo il Mugello un altro tratto bellissimo, quello di Phillip Island: inizia dopo l’uscita dalla Siberia, una curva a sinistra. Phillip Island è un po’ tutta bella, ma questo è il pezzo di pista che a me piace di più, il più iconico, la curva 8 a destra, velocissima, seguita dalle 9 e 10 che negli anni sono stato il teatro di tante battaglie, da Biaggi a Gibernau. La 9 scollina e stringe un pò quindi ecco il tornantino. Avendola fatta più o meno tutta veloce, ci voleva”.

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“Usciamo da Phillip Island ed entriamo nel Tempio. Pista della madonna questa di Assen, retrò, un’altra delle mie preferite, è stato difficile scegliere il pezzo migliore. Ma… pensandoci bene, è l’ultimo, perché è anche l’unico rimasto uguale al vecchio Assen: la esse è veloce, velocissima, poi vai un po’ largo e c’è il curvone a sinistra, mozzafiato, e la staccata della chicane che immette sul rettilineo d’arrivo: grandi battaglie anche lì, arrivi sotto la tribuna piena di gente. Bellissimo. L’ultimo tratto mi è servito anche per chiudere: Motegi non è tra le preferite, però il pezzo dopo il tunnel 6-7-8- è molto bello, veloce, con curvoni da raccordare: uscita in salita e curva cieca, quella dopo è molto lunga, mentre alla 8 l’asfalto ha una aderenza tale che permette delle gran pieghe. È molto divertente. E poi, come non mettere il nostro GP di casa? Si esce dal Tramonto e si imbocca il rettilineo lontano dai box sotto la collina: il Curvone è un pezzo tanto bello quanto difficile, l’unica curva del Mondiale che si fa in 6a, la più veloce di tutte, a una velocità di circa 280 orari. Poi dai gas e ci sono due destre che si fanno una dopo l’altra, piegate con i freni in mano, molto difficili e tecniche. E si finisce così”.

Una pista da mille e una notte che Valentino Rossi spera possa trasformarsi in realtà: “realizzare una pista così? Perché no? Proviamoci. Verrebbe benissimo. È sempre difficile ricreare il vero gusto che provi su una pista, non è solo il tracciato in sé, ma anche la pendenza e il contorno, però potrebbe essere una bellissima idea. Oh, se qualcuno la fa, però, voglio il copyright, mi raccomando, evidenziatelo per bene sulla Gazzetta“.

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