Anche a distanza di anni, si può capire la rabbia, si può capire la voglia di non accettare i verdetti, la determinazione nel ricercare elementi di innocenza, ma non si può assolutamente tollerare che un processo sportivo possa essere paragonato a una tragedia personale.
Ieri sera, durante Tiki-Taka, talk show calcistico condotto da Pierluigi Pardo, Giampiero Mughini ha dichiarato: “Calciopoli per la Juventus è stata una tragedia sportiva come la squalifica di Pantani al Giro d’Italia“.
Che l’opinionista siciliano non rinunci mai ad atteggiamenti sopra le righe (spesso anche divertenti) è fuori discussione, e va bene così. Ma in questa occasione la nostra idea è che abbia effettuato un paragone abbastanza eccessivo, visti i noti sviluppi che le due vicende hanno fatto registrare: Calciopoli, per fortuna, non ha provocato morti; il caso Pantani, invece, sappiamo tutti come andò a finire. Pertanto, accostare un processo sportivo, per quanto devastante per una determinata squadra, a un provvedimento che si configurò come prologo di una tragedia non solo sportiva è una vera e propria assurdità.