Momento tranquillo in casa Napoli. Gli azzurri ospitano domani alle 20.30 il Cagliari di Maran. Partita che ormai ha poco da chiedere, dunque la conferenza stampa della vigilia di Carlo Ancelotti si sposta anche su altri argomenti. Ecco cosa ha detto il tecnico dei partenopei.
“E’ importante la partita di domani perché abbiamo l’obiettivo di conservare il secondo posto, la voglia di cercare di fare gli 80 punti e chiudere bene la stagione. La squadra dà segnali positivi, è brillante, non ci sono segnali di stanchezza fisica o mentale. Albiol sta bene e giocherà dall’inizio, ci è mancata la sua esperienza, la sua personalità. Le ultime partite sono un esame per tutti, vorremmo dare un segno ancora più forte di serietà, di professionalità. Malessere tifosi? C’è un forte legame con la maglia e meno forte con le proprietà. Tutto nasce da lì, soprattutto per le proprietà straniere: il caso della Roma è chiaro. Ma il tifoso dovrebbe essere focalizzato sul colore della maglia, non sul nome del proprietario. All’estero c’è invece un forte attaccamento ai colori sociali. Callejon l’ho visto bene, lui è sempre molto sereno e tranquillo. Credo che l’episodio della maglia sia stato soprattutto un malinteso. C’è stato un chiarimento con i tifosi, ma a dire il vero lui era sereno anche dopo questo episodio. Credo sia stato un gesto di frustrazione, non volontario, verso uno dei giocatori più ammirati e apprezzati dai tifosi del Napoli per l’impegno e la serietà. Come tutti i malintesi, si è chiuso molto in fretta”.
“Di futuro ne stiamo parlando da un po’, tutto è in evoluzione. Insigne ha ribadito la voglia di rimanere a Napoli e prolungare il contratto. Da parte nostra non c’è mai stata la volontà di cederlo e lui vuole essere una pedina importante di questa squadra. Siamo contenti“.
“Mercato in entrata? Non mi piace parlare di giocatori di altre squadre, non so se la moglie di Trippier sia venuta a Napoli. Ma questa è una bellissima città e tanti vengono in vacanza. Lui e Lozano sono giocatori che stiamo visionando e valutando, ma poi c’è tutto il resto che è molto più complesso. Non sono gli unici, però il nostro obiettivo è migliorare la qualità e l’intensità della squadra. Migliorarne l’esperienza. Barella è un ottimo centrocampista, ma non è fra i giocatori sotto nostra osservazione. Ruolo mio di manager all’inglese? Non mi interessa, mi porterebbe via troppo tempo. La direzione tecnica è competente e non voglio togliere lavoro ad altri che sono più competenti. Il lavoro di allenatore mi prende già molto tempo“.
“Casillas? A Iker diciamo che è andata bene, siamo contenti. Ho un ottimo ricordo di lui, ha alzato tutte le coppe che ho vinto nei miei due anni a Madrid. Ora dicono che non potrà più giocare, ma ha tutte le qualità per fare benissimo anche in un’altra vita sia nel calcio che fuori“.
“Scegliere fra Messi e Cristiano Ronaldo è sempre difficile. Le luci della ribalta in questo momento le ha più Messi perché Ronaldo, dopo 9 anni, non ha fatto la semifinale di Champions ma sono gli unici due giocatori che riescono a fare la differenza da soli“.