Ultima giornata del convegno Football Leader che si sta svolgendo all’Università Federico II di Napoli, importante intervento del presidente De Laurentiis che ha parlato anche del club azzurro e del tecnico Carlo Ancelotti: “Quello che mi ha scocciato è che in Italia nessuno si vuole assumere le proprie responsabilità. Per me un arbitro è una persona equidistante che non può avere un ruolo politico – ha detto il presidente del Napoli -, se un arbitro appartiene ad un’associazione federativa è un errore. Credo che nel calcio, per un problema mediatico, si sia vissuto sul compromesso conveniente dell’ignoranza, non della conoscenza, ma di ignorare. Nel 1996 durante il governo Prodi, Veltroni trasformò i club in società per azioni. In Inghilterra non esiste un legame fra la Premier League e la Federcalcio, la classe arbitrale per me deve essere assunta dalla Lega di Serie A. Forse ci sono troppi se e troppi ma, dovremmo chiuderci in un contesto insieme ad arbitri, società e giocatori per dire stiliamo un regolamento per capire cosa è verificabile con il Var e cosa no, così non ci saranno più se e ma. Nella cabina di controllo del Var ci vogliono dei tecnici, non arbitri perchè devono essere indenni, non possiamo dichiarare ogni volta guerra agli arbitri. Dovremmo richiedere al ministro dell’istruzione di inserire il calcio nelle scuole a livello tattico-teorico”.

“Cosa manca al Napoli per diventare una forza europea importante? Nulla, in Olanda hanno fatto una classifica dove c’è una lista dei grandi club europei, tra le squadre italiane il Napoli viene subito dopo la Juve prima di Inter, Milan e Roma. La stampa dice che la nostra società è molto disorganizzata, invece dietro c’è tanto lavoro. Quando sono arrivato a Napoli nel calcio ho trovato un grande casino, una grande confusione, dopo 3 anni ho trovato tutto molto semplice. La differenza tra calcio e cinema? Nel calcio non conosci il finale del film. Sarri? Io ad un certo punto ho comunicato alla stampa che il tempo per lui era scaduto. Sono responsabile di una società molto importante, non potevo stare ad aspettare le decisioni degli altri. Ho deciso quindi di portare Carlo Ancelotti a Napoli, con lui ho già iniziato a lavorare. Ho mostrato al figlio di Ancelotti e al suo gruppo di lavoro le strutture di Castel Volturno. Il centro sportivo del Napoli è ora un cantiere, stiamo rivoluzionando il tutto. Il nuovo gruppo di lavoro deve lavorare al meglio. La risposta che non vi posso dare? È che giocatore compriamo. Durante i periodi di mercato, offendiamo dei giocatori che hanno, con impegno, vestito i colori del Napoli. Io non mi dimenticherò mai quando Antonio Conte mi fece una corte spietata per Koulibaly arrivando fino a 58 milioni. Gli dissi: Antonio abbi pazienza, che ci faccio con 58 milioni? L’importante è che rimanga al Napoli”. Sul futuro di Ancelotti, De Laurentiis sottolinea: “Mi auguro che rimanga con noi per altri 10 anni, ma io devo pensare sempre al bene della società, mi muoverò sempre con quella obiettività che non si lascia prendere la mano dall’entusiasmo. Non vi preoccupate, con Carlo faremo quello che dobbiamo fare”.
“Con Ancelotti dobbiamo vedere in ritiro tutti i nostri attaccanti che sono tanti, compreso Inglese. Per questo non abbiamo preso in considerazione Balotelli, pur essendo un grandissimo. L’attacco non è la nostra priorità”.