Napoli-Inter, parla Sarri: “Loro squadra fisica, ma il nostro calcio è un’altra cosa”

Il tecnico degli azzurri alla vigilia della sfida del San Paolo: "Si affronteranno due squadre molto diverse"

Napoli-Inter può essere la svolta decisiva nel campionato di entrambe le squadre, ma i due tecnici preferiscono non caricare eccessivamente le loro squadre di pressioni. Maurizio Sarri in conferenza stampa puntualizza proprio questo: “Dovessimo vincere dovremo dimenticare tutto entro martedì e lo stesso dovremo fare in caso di sconfitta. Non ci dovranno essere strascichi di alcun tipo. Ad una sfida così è bello arrivarci, si giocherà in un ambiente che sarà bellissimo. Conta poco essere avanti o indietro di un punto. Quel che conta è aver fatto bene fino ad adesso ed essere arrivati a giocarci questa gara in queste condizioni di classifica”.

Tantissimi tifosi hanno assistito all’allenamento a Castelvolturno, così come tantissimi saranno domani al San Paolo, segno di un entusiasmo rinato nella città partenopea. Sarri spera di regalare un bello spettacolo alla gente e provoca un po’ l’Inter: “È una partita importante che ha lo stesso valore di quelle con Fiorentina, Juventus e le altre squadre più prestigiose di questo campionato. Come già avvenuto dobbiamo cercare di esprimere il nostro gioco ed arrivare tramite quello a fare risultato”. Certo, i nerazzurri non sono per caso in testa al campionato e Sarri lo dice chiaramente: “L’Inter è una avversaria forte ed insidiosa il cui cammino racconta di una squadra di grande solidità, fisicità e pericolosità in virtù delle qualità tecniche dei suoi giocatori. Non credo facciano una partita difensiva per via delle caratteristiche dei calciatori di Mancini. Loro sono più forti fisicamente rispetto a noi e quindi giustamente giocano un calcio diverso dal nostro, ma non sono d’accordo con chi dice che l’Inter non gioca un bel calcio, gioca un calcio efficace. Noi palleggiamo di più, loro verticalizzano in fretta”.

Chiusura su Felipe Melo:  “Quella di Felipe Melo alla Gazzetta è stata una battuta, di fronte alle quale però mi sono sentito un uomo di altri tempi perché mi aspettavo il titolone su chi aveva fatto risultati in Europa e non sull’Inter”.