Napoli, la parabola invertita di Callejòn: da oggetto misterioso a uomo squadra

Dopo l’addio di Rafa Benitez al Napoli e con l’avvento di Maurizio Sarri sulla panchina azzurra, José Maria Callejòn era in cima alla lista dei sicuri partenti: esattamente un anno fa si fecero insistenti le voci che lo volevano vicino all’Atletico Madrid di Simeone. Arrivato nel 2013 dal Real insieme a Gonzalo Higuain, l’esterno spagnolo era arrivato a Napoli grazie alla esplicita richiesta del tecnico ex Liverpool, che lo impose sul lato destro della trequarti alle spalle dell’unica punta nel suo 4-2-3-1.

In due anni, con Benitez in panchina, Callejòn ha collezionato 26 reti in 45 presenze regalando giocate spettacolari in coppia con il Pipita. Partito il tecnico spagnolo, i nuovi schemi di Sarri non davano grande importanza agli esterni nel 4-3-1-2 utilizzato con successo a Empoli. Da qui i ripetuti mal di pancia da parte del calciatore nella scorsa estate, intenzionato ad andare via da una città a cui si era molto legato. Nelle prime giornate di campionato del Napoli, nella passata stagione, lo spagnolo veniva utilizzato al massimo come seconda punta con Insigne trequartista. Una formula che non convinceva sia lui che la squadra: la controprova si è avuta con la partenza sofferta degli azzurri, due punti nelle prime tre giornate.

Così, la svolta della stagione del Napoli e di Callejòn è arrivata nella prima gara di Europa League con il Club Brugge. D’accordo con i calciatori, il tecnico toscano decise di cambiare modulo sperimentando un 4-3-3 con José nel ruolo di attaccante esterno destro. Il risultato? Una partita scintillante e cinque gol impreziositi anche dalla sua firma. Da allora Sarri non ha mai cambiato modulo fino al termine della stagione e i risultati, per i partenopei e per Callejòn, sono sotto gli occhi di tutti.

LaPresse - Gerardo Cafaro
LaPresse – Gerardo Cafaro

Nel corso del campionato Maurizio Sarri non ha mai rinunciato a “Calleti”, come viene soprannominato in Spagna, lodandone in più di un occasione la grande intelligenza tattica e la capacità di fungere da equilibratore nell’assetto tattico della squadra. Le sue scorribande su tutta la fascia destra e il grande sacrificio in fase difensiva lo hanno trasformato da oggetto misterioso a elemento imprescindibile nello scacchiere tecnico-tattico degli azzurri.

La testimonianza di quanto Callejòn faccia ormai parte del progetto del Napoli, presente e futuro, è arrivata con il rinnovo del suo contratto fino al 2020 e un ingaggio giunto ai 3 milioni a stagione. E nell’incontro di sabato scorso a Dimaro tra i tifosi azzurri e alcuni calciatori del Napoli, lui è stato di sicuro il più acclamato dai supporters partenopei per il suo attaccamento alla maglia e ha regalato parole da vero leader. Tra i tanti dubbi in casa azzurri su chi potrebbe lasciare la squadra in queste settimane di mercato, lo spagnolo rappresenta una delle poche certezze per la prossima stagione. Callejòn è l’esempio vivente di come il destino di un calciatore possa cambiare da un momento all’altro.