Il Napoli è crollato! La squadra partenopea non ha retto i ritmi forsennati della Juventus, ma sopratutto l’immobilismo di Sarri è stato pagato a caro prezzo dalla squadra napoletana. Ma andiamo con ordine. Il tecnico è stato in un primo momento bravo a smuoversi dalle proprie convinzioni ad inizio anno, dando la svolta alla stagione del Napoli. Dopo le prime tre gare di campionato dall’andamento pessimo, Sarri ha accettato di scendere a compromessi con la propria rosa, mettendo da parte il suo amato trequartista e costruendo la squadra attorno al tridente dei sogni Insigne-Higuain-Callejon. Bene Maurizio, la squadra ingrana ed il gioco è spettacolare, ma come dicono i saggi del pallone, ‘le idee invecchiano in fretta’, e così è stato anche stavolta.
Le squadre che affrontano i partenopei hanno preso notevoli contromisure, limitando di molto il gioco della squadra di Sarri, il quale però è rimasto inerme di fronte alle mosse dei colleghi. Dov’è finita la capacità di cambiare mostrata da Sarri ad inizio stagione? Il Napoli è diventato monocorde, ed anche in condizione di svantaggio nel punteggio, i cambi di Sarri non hanno convinto. Mertens per Insigne (o per Callejon come ad Udine) anche a Milano contro l’Inter: solito gioco, solito 11, soliti cambi. In condizione di svantaggio, perchè non provare una mossa più azzardata? Magari inserire Mertens al posto di un centrocampista in un offensivo 4-2-3-1. Invece no, il Napoli è rimasto monocorde anche a San Siro, e dopo tanti elogi, adesso è il momento di bacchettare Sarri.