Napoli, Sarri si nasconde: “Lo Scudetto? Rimane un sogno”

Il tecnico azzurro scarica le pressioni, ridimensionando anche le parole di Reina e Higuaìn: "Loro parlavano dello Scudetto come di un sogno, il nostro obiettivo è fare il massimo"

Il Napoli di Maurizio Sarri si presenta a Bergamo dopo una sconfitta e un pari che hanno frenato la scalata alla classifica dei partenopei: l’obiettivo è ripartire, per mettere pressione alle inseguitrici e all’Inter capolista.
Pressione, che in conferenza stampa Sarri prova a spazzare via da Napoli, evitando di pronunciare la parola Scudetto: “Le ambizioni del Napoli ora non sono ben delineate. L’obiettivo è fare il massimo, poi vedremo strada facendo. Le parole di Reina e Higuain sono state mistificate. Non hanno detto che puntano a vincere lo Scudetto, parlavano di un sogno. Abbiamo iniziato un percorso nuovo da cinque mesi, stiamo facendo meglio di ciò che avevamo previsto a luglio. La Juventus viene da una serie di anni con vittorie impressionanti, è uno dei top club in Europa con un gruppo consolidato nonostante il mercato. L’Inter è la regina assoluta del mercato, mi sembra evidente che siano due delle candidate allo scudetto. Noi abbiamo un percorso diverso, non stiamo sbagliando molto e alla fine le partite in cui ci non siamo espressi ai nostri livelli sono poche. Dal punto di vista della continuità non ci manca tantissimo, anche se questo storicamente è sempre stato un gruppo di grandi potenzialità che ha avuto a livello motivazionale e caratteriale qualche alto e basso. Bisogna stare sempre attenti, il match di domani sarà utile per capire se il gruppo avrà fame e voglia con continuità”.

Vietato però parlare di crisi: Nelle ultime nove partite ne abbiamo vinte sette, non capisco perchè bisogna ricordare Bologna… domani andiamo a giocare in casa di una delle big del campionato per quanto riguarda il rendimento casalingo. Un campo difficilissimo conoscendo anche le rivalità ed il fatto che storicamente è difficile per il Napoli, ma ci andiamo con la consapevolezza di fare bene. Questi ragazzi, e parlo anche di altri che stanno crescendo, continuano a dare grandi segnali può darsi che dopo la sosta le rotazioni saranno diverse. Dicono che giocano sempre gli stessi, quando poi guardi tra i dieci calciatori più utilizzati in Italia non c’è n’è nemmeno uno del Napoli…”.

Contro l’Atalanta potrebbero esserci delle novità importanti nell”undici iniziale: “Se questa squadra migliora i numeri offensivi diventa una macchina da guerra, se poi riuscire ad aumentarli portasse ad una diminuzione d’equilibrio non so se ne varrebbe la pena. Abbiamo trovato il nostro equilibrio, non è detto che su entrambe le fasce dobbiamo replicare le stesse soluzioni, trovare giocatori che mantengono l’equilibrio è difficile. La soluzione Gabbiadini in una partita sotto controllo può starci. Chiaro che poi Manolo non ha grandissima facilità a saltare l’avversario da fermo non potendosi lanciare dentro, ma magari da venti metri col sinistro può rendersi pericoloso. Valuteremo con lui se convocarlo per Bergamo”.

Il tecnico azzurro è ermetico anche sul capitolo mercato, anche se tra le righe si legge una piccola stoccata a Mancini: “Di mercato in questi giorni ho parlato solo con Giuntoli. Ci sono allenatori bravissimi a farsi comprare i calciatori, io devo migliorare chi ho a disposizione. Non penso da uomo di mercato perchè la mia testa pensa a come migliorare i giocatori che ho a disposizione. Altrimenti avrei fatto il direttore sportivo. Se poi De Laurentiis dice che è cambiato qualcosa nella politica societaria mi adeguo, ma se la pensa come quando abbiamo parlato a giugno e luglio ci dicemmo che era l’anno zero e avremmo dovuto vedere come sarebbe andata la squadra a fine stagione”.

Nel finale arrivano gli auguri di buone feste per tutti i tifosi e i dati del lavoro fatto fino ad ora:  “Abbiamo vinto 16 partite su 23, abbiamo fatto 53 goal dopo tre mesi d’attività e ne abbiamo subiti solo 14. I nostri attaccanti sono a 43 goal, non posso che essere contento di ciò che è stato fatto. Ma io non devo guardare indietro, guardo al possibile miglioramento e se miglioriamo i nostri numeri siamo tanta roba ma sarà difficile poterli tenere con continuità per dieci mesi”.