Napoli, spunta una rivelazione shock sull’ex Lavezzi – L’ultimo caso che ha visto protagonista i presunti rapporti tra il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e la criminalità organizzata per la gestione della vendita dei biglietti nelle curve dello Stadium, ha riacceso i riflettori su un problema antico del nostro calcio. Stiamo parlando delle infiltrazioni di gruppi malavitosi nei nostri stadi: le ultime notizie vedono coinvolto un’ex giocatore del Napoli, ovvero l’attaccante argentino Lavezzi. Infatti oggi Enrica Parascandolo, sostituto procuratore della DDA di Napoli, è stata ascoltata dalla Commissione Antimafia sulle
infiltrazioni della criminalità organizzata nel calcio. A quanto pare la Parascandolo, se da un lato ha negato qualsiasi contatto tra il Napoli e i boss che frequentano le curve del ‘San Paolo’, ha ammesso invece come alcuni giocatori abbiano intrattenuto rapporti con gli ultras azzurri. In particolare il sostituto procuratore, come detto, ha raccontato un episodio riguardante l’ex Lavezzi: “L’intervento di Antonio Lo Russo ha permesso di esporre lo striscione a tutela di Lavezzi in entrambe le curve in cambio della garanzia, da parte del calciatore, che non sarebbe andato a giocare in squadre italiane come la Juventus o l’Inter, ma nel caso solo all’estero”.
Napoli, spunta una rivelazione shock sull’ex Lavezzi – La Parascandolo infine chiarisce questo concetto: “Esiste una forma di controllo, come per tutte le attività, da parte della camorra, non mi sento di escluderlo. Ma questo non vuol dire che le curve siano appannaggio dei clan o che i clan condizionino la gestione o la vendita dei biglietti. E’ un dato notorio la divisione delle curve dello Stadio San Paolo di Napoli. Questa divisione rispecchia una differenza di provenienza ed anche di gruppi camorristici, sicuramente possiamo affermare che la Curva B sia di appannaggio del clan Lo Russo mentre la Curva A hanno ingresso una tifoseria di provenienza territoriale diversa, del centro di Napoli. E’ notorio, ad esempio, come Jenny La Carogna provenisse da lì”.