Ieri sera il Napoli si è guadagnato il biglietto per la semifinale di Coppa Italia, battendo la Fiorentina allo stadio San Paolo per 1-0. Adesso gli azzurri, per conoscere il loro prossimo avversario, devono attendere il match di questa sera tra Juventus e Milan allo Stadium. Insomma per gli uomini di Sarri continua il periodo positivo dal punto di vista dei risultati, il modo migliore per avvicinarsi alla super sfida con il Real Madrid tra venti giorni. Intanto oggi sono spuntati dei nuovi elementi che riguardano invece un ex giocatore del club partenopeo, Ezequiel Lavezzi, a proposito di alcune amicizie non proprio lecite negli anni in cui ha vissuto all’ombra del Vesuvio. Stando a quanto riportato dall’edizione odierna de ‘Il Fatto Quotidiano’, emergono altri dettagli sull’amicizia instauratasi nel 2010 tra il boss Antonio Lo Russo e l’attaccante argentino. A quanto pare il reggente del clan de ‘I Capitoni’ era uno dei pochi ammessi nella sua villa a Posillipo, dove spesso giocavano alla PlayStation. Ma le sorprese non finiscono qui, perché i due avevano addirittura un cellulare ‘dedicato’ per poter parlare con la massima tranquillità.
A raccontare questi particolari è lo stesso Lo Russo, collaboratore di giustizia dallo scorso 6 novembre, raccontando della sua fuga avvenuta a maggio 2010 quando i carabinieri lo cercavano per arrestarlo: “Mandai a chiamare Ciccio, un cognato di mio cugino anche lui amico di Lavezzi, ci tenevo ad avvisarlo di buttare il telefono dedicato che aveva per parlare con me, non volevo che lui potesse trovarsi nei guai. A casa mia c’era il telefono che io utilizzavo per parlare con lui – ha sottolineato Lo Russo – e temevo che i carabinieri lo potessero trovare e magari facendo una chiamata potevano capire che era un telefono dedicato con il giocatore. Dissi quindi a Ciccio di andare subito ad avvisare Lavezzi in modo che quest’ultimo buttasse il telefono”.