Se andiamo a guardare le prestazioni della squadra di Maurizio Sarri dopo quattordici giornate di campionato e cinque gare di Champions League, la qualità del gioco è anche superiore rispetto allo scorso anno, ma ci sono una serie di fattori che stanno rendendo la stagione del Napoli molto deludente. Partiamo dai troppi gol incassati dagli azzurri finora: se fino a maggio era davvero difficile per tutti segnare a Reina, quest’anno quasi tutti gli avversari sono riusciti a mettere almeno un pallone in rete. Colpa della difesa? Certamente no, o almeno solo in minima parte, se si considerano quelli presi da errori individuali da parte di Koulibaly e compagni. Il vero motivo di questa inversione di tendenza sta nel fatto che gli esterni offensivi, Insigne, Callejon e anche Mertens fino a quando non è stato costretto a spostarsi al centro dell’attacco, non possono più garantire quella copertura che offrivano l’anno scorso.

Al centro dell’area di rigore non c’è più chi pensa a cucire il gioco per avviare l’azione offensiva, come sapeva fare alla perfezione Gonzalo Higuain lo scorso anno. Adesso questo difficile compito viene assolto a turno da tutti i componenti del tridente d’attacco, che di conseguenza sono costretti a fare più metri di campo nella doppia fase. Ad inizio stagione stava iniziando a farlo con successo Milik, ma il grave infortunio ha tolto al Napoli l’unico attaccante potenzialmente in grado di poter sostituire il Pipita dal punto di vista tattico. Gabbiadini non è una prima punta naturale, e anche stasera contro il Sassuolo è sembrato per l’ennesima volta come un pesce fuor d’acqua. Infine il povero Mertens che, nonostante la buona volontà, è chiamato a svolgere un ruolo non suo per evidenti limiti fisici. Risultato? Più reti incassate, e una fatica tremenda a mettere più di un gol nella porta avversaria. In vista del mercato di gennaio serve un vero attaccante d’area di rigore che sappia fare da sponda per i compagni: una punta ‘moderna’, capace di fare entrambe le fasi con grande efficacia. Finora, dei nomi che sono stati fatti, solo Pavoletti sembra in grado di raccogliere tutte queste caratteristiche tecnico-tattiche. Staremo a vedere.