“In questo momento la nostra concentrazione massima è rivolta unicamente all’Europeo dove cercheremo con il lavoro e il sacrificio di sfruttare al meglio le nostre potenzialità. Chi mi conosce sa che il mio impegno sarà totale. Successivamente sento di dover tornare a fare l’allenatore in un Club avendo così la possibilità di allenare tutti i giorni. Grazie al Presidente Tavecchio che quotidianamente mi accompagna in questa splendida avventura”. Con questo messaggio Antonio Conte carica la sua Nazionale in vista dell’Europeo francese, ed allo stesso tempo si congeda, preparandosi ad approdare al Chelsea.
Ma cosa lascia in eredità Antonio Conte?
Chiunque sia passato dalla panchina della Nazionale italiana, in un modo o nell’altro ha lasciato un’impronta, un segno distintivo. Nel caso di Antonio Conte però, “l’operazione” non sembra essere riuscita al meglio. Il maggior imprinting che il tecnico aveva intenzione di dare al movimento azzurro, era relativo al lavoro al di fuori del terreno di gioco. Il suo impegno per quanto riguarda il dialogo tra club e Nazionale, è stato a dir poco vano. Stage, spostamenti delle date di alcune competizioni e richieste di vario genere, tutte accolte con apprezzamenti provenienti da più parti, ma in realtà snobbate per buona pace di Conte. Nonostante la mancata collaborazione, va comunque apprezzato l’impegno del Ct in tal senso, in molti non hanno colto il suo invito.
Passando al campo invece, va detto che la maggior parte del lavoro riguardante il biennio Conte, ancora dovremo vederlo. Il clou è infatti l’Europeo del mese di giugno, ma già è possibile tirare le somme in merito ad alcuni dati messi in mostra dalla nostra Italia. I risultati sono stati buoni, il gioco non molto spettacolare, ma ciò che probabilmente ci sentiamo di rimproverare a Conte, è il mancato cambio generazionale in casa azzurra. Ci saremmo aspettati più giovani ‘lanciati’, e qualche veterano messo da parte, in vista sopratutto del Mondiale che si disputerà tra due anni. Questo compito, durissimo, Conte ha scelto di lasciarlo al suo successore, il quale avrà l’onere e l’onore di portare la Nazionale a Russia 2018. Dunque grazie Conte, sappiamo che ci hai provato, anche se il richiamo della quotidianità è stato troppo forte. Adesso facci un ultimo regalo in Francia.