L’Italia di Prandelli con più passaggi e un maggiore controllo di palla: é Tikitalia? Per Daniele De Rossi, il centrocampista della Nazionale, “è una definizione divertente, ma si adatta più alla Spagna di questi ultimi anni” che all’Italia. Alla Fifa, il vice-capitano della Roma, in un’intervista esclusiva spiega che “forse abbiamo meno qualità, meno controllo del pallone rispetto alla Spagna, ma forse anche altre risorse: abbiamo una buona difesa e siamo una squadra con attaccanti forti ed esplosivi”. De Rossi respinge le accuse di essere il giocatore italiano più duro sul campo: “Beh, non sono proprio d’accordo. Penso dipenda da cosa significhi la parola ‘duro’. Sul campo, la mia posizione e il mio ruolo richiedono un impegno fisico, un contatto costante con il mio avversario. Se il significato è questo, è corretto. Gioco in maniera corretta anche se ogni tanto i miei tackle sono duri”. Il numero 16 degli Azzurri insiste in particolare sulla nozione di “nocciolo duro” della Nazionale, composto “da quei quattro, cinque, sei giocatori che sono stati insieme per alcuni anni”, e possono aiutare i nuovi e i più giovani, come Balotelli, Verratti, Darmian o anche Insigne ed Immobile, ad inserirsi nella compagine.