Nazionale, El Shaarawy e Chiesa hanno le idee chiare: il loro bilancio dello stage e gli obiettivi futuri

  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • Alfredo Falcone - LaPresse
  • LaPresse/Anastasi Davide
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • LaPressse/Alfredo Falcone
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • LaPresse/Alfredo Falcone
  • Marco Bucco
  • LaPresse/Marco Bucco
  • LaPresse/Marco Bucco
  • LaPresse/Gerardo Cafaro
  • LaPresse/Marco Bucco
/

Nazionale, parlano El Shaarawy e Chiesa – Scorrono ormai i titoli di coda sul terzo stage della Nazionale voluto dal Ct Ventura, che vuole continuare senza sosta il suo progetto di ringiovanimento dell’intera rosa azzurra. Tanti i giocatori che in questi tre giorni si sono messi in mostra a Coverciano, e tra questi ci sono stati anche Stephan El Shaarawy e Federico Chiesa. Al termine della bella esperienza i due hanno tracciato un piccolo bilancio, con la testa già proiettata agli obiettivi futuri. Partiamo dalle dichiarazioni rilasciate da El Shaarawy, riportate da ‘La Gazzetta dello Sport’: “Sono stato molto felice di tornare, anche perché in fondo ci sono sempre stato dal 2012. Il mio obiettivo è il Mondiale. Volevo farmi conoscere da Ventura e so che ora dipende da me. E sono fiducioso. Mi è mancata la Nazionale. Ci tengo veramente tanto, ti dà visibilità. Quest’anno non ho avuto la stessa continuità dell’anno scorso e per questo non mi ha chiamato. Ora mi rimangono 7 patite per convincere l’allenatore a convocarmi a giugno. Conte e Ventura sono personalità forti. Lavorano molto sulla tattica. Ventura cura i dettagli e valorizza i giovani. La Roma? Nelle grandi squadre c’è competizione fra giocatori di livello importante. Se escludiamo le

Alfredo Falcone - LaPresse
Alfredo Falcone – LaPresse

eliminazioni nelle Coppe, io e gli altri attaccanti abbiamo disputato una buonissima stagione. certo, so che per arrivare in Nazionale si deve giocare e stare bene al livello fisico. Un giocatore ha bisogno di fiducia. Io ho sempre dato il massimo sia nella Roma che in Nazionale. Se non ti fanno giocare ti riesce più difficile. La voglia no mi è mai mancato. Ho tanta voglia di ripartire, voglio fare il massimo per convincere tutti. Ho avuto molti alti e bassi nella mia carriera, secondo me condizionati dagli infortuni. Sono stato fermo quasi un anno e mezzo complessivamente – sottolinea l’attaccante della Roma -, però non ho mai mollato. Questo modulo della Nazionale mi avvantaggia di più, posso fare tranquillamente l’esterno nel 4-2-4. La Juve? Vedendola contro il Barcellona c’è stata rabbia. Senza la sconfitta col Porto potevamo essere in Champions. Faccio i complimenti ai bianconeri. Lo scontro diretto sarà molto difficile, ma dovremo cercare di ridurre i punti di distacco. Vogliamo giocare le prossime partite con grande impegno per avvicinarci. La Nazionale è uno stimolo. Di me si parla sempre per le ripartenze, ma può essere uno stimolo e confermarmi a livello definitivo sia col club che con la Nazionale. Vorrei tornare in pianta stabile in azzurro. Qui c’è grande entusiasmo e disponibilità. Sta nascendo un gruppo forte, unito e di talento”.

Nazionale, parlano El Shaarawy e Chiesa – Anche Federico Chiesa, in queste parole riportate sempre da ‘La Gazzetta dello Sport’, sembra avere le idee molto chiare sui prossimi obiettivi da raggiungere: “Quando giocavo alla Settignanese, qui vicino, il mio sogno era la Fiorentina, ma guardavo Coverciano come un desiderio che si poteva realizzare in futuro. Tra dieci anni mi vorrei rivedere qui, sempre in viola. Le mie partite del cuore dell’Italia? La finale del 2006 contro la Francia, ma anche quella persa contro la Germania all’Europeo. Ora torno alla Fiorentina con qualcosa in più a livello tattico e

LaPresse/Marco Bucco
LaPresse/Marco Bucco

calcistico. Ho capito come si lavora e si sta in campo in Nazionale. Diventerò come? Stavo per dire mio padre. Ma qui al bar di Coverciano c’è la lista dei primatisti azzurri per gol e presenze: un giorno mi piacerebbe esserci. Antognoni? E’ stato importante, ha avuto una grande storia in viola e in azzurro. Sarebbe bello dare quello che ha dato lui per il calcio. So che ci sono state difficoltà fra tifosi della Fiorentina e Nazionale, anche se ancora non mi tocca, ma spero che questo mio dare il massimo aiuterà a migliorare questo rapporto in futuro. Il Mondiale 2018? Ora non ci penso. I miei obiettivi – tiene a precisare il giocatore della Fiorentina – sono l’Europeo Under 21 e arrivare in Europa con la Fiorentina. Con Di Biagio ci siamo solo salutati, di sicuro devo continuare a dare il massimo. Ringrazio anche Sousa che in estate in tre giorni ha deciso del mio futuro in ritiro. Non ho mai visto mio padre giocare in Nazionale perché ero troppo piccolo. Una volta però mi portò qui a Coverciano, ma non ci tornai più perché poi si ruppe il ginocchio”.