Nel corso della sua vita calcistica, Mario Balotelli ha avuto più di una chance per rilanciare le proprie quotazioni. Dopo l’esplosione con l’Inter di Roberto Mancini, è iniziata la sua lenta ma inesorabile caduta, colpa di una testa mai davvero ben collegata con quel fisico da campione che si ritrova. Qualità tecniche e agonistiche sciupate negli anni dalle cosiddette ‘Balotellate’, che gli sono valse addirittura l’entrata nel novero dei 100 uomini più influenti della terra. Manchester City, Milan, Liverpool e poi di nuovo Milan non sono riusciti nell’impresa di fargli esprimere tutto il suo potenziale. Nonostante sia arrivato al punto di non ritorno, nel corso dell’ultimo mercato estivo le richieste non sono mancate, e alla fine ‘Super Mario’ ha deciso di giocarsi l’ultima carta in Francia.
Stando anche alle parole del suo agente Mino Raiola, il Nizza rappresenta l’ambiente ideale per permettere all’attaccante di ritrovare le sue giocate. Lontano dall’ansia e dalle pressioni del campionato italiano. E a vedere Balotelli in questa prima parte di stagione, sembra davvero un calciatore rinato: sette reti in sette presenze tra Ligue 1 ed Europa League, con i tifosi francesi che già lo hanno eletto come loro idolo indiscusso. Gol e prestazioni esaltanti che stanno convincendo il tecnico della Nazionale italiana, Giampiero Ventura, a convocarlo per i prossimi impegni dell’Italia. Già nelle gare giocate all’inizio di ottobre per le qualificazioni al Mondiale di Russia, l’ex Torino lo aveva inserito tra i pre-convocati, salvo poi escluderlo dalla lista definitiva.
La mancata convocazione di Graziano Pellè, dopo il fattaccio della sostituzione contro la Spagna, sembra spalancare le porte proprio a Balotelli. Ma a questo punto la domanda è: l’ex Liverpool è davvero pronto per la Nazionale? Tutti ricorderanno l’ultima vera apparizione dell’attaccante in occasione dei Mondiali brasiliani del 2014, terminati con una bufera senza precedenti tra il giocatore e la vecchia guardia dello spogliatoio azzurro. Da allora tante cose sono cambiate, e i veterani come Buffon e Bonucci non hanno mai chiuso definitivamente le porte a Super Mario. A condizione che cambi testa e atteggiamento. E’ la volta buona? Staremo a vedere.