Il Consiglio federale di lunedì farà luce sugli scenari a medio e lungo termine, legati alla crisi tecnico-dirigenziale della Figc, dopo le dimissioni del presidente Abete e del ct Prandelli. Appuntamento a lunedì, intorno alle 12, nella sede di via Allegri, a Roma: quel giorno Abete formalizzerà le dimissioni “irrevocabili”, annunciate in Brasile, aprendo di fatto la caccia al suo successore (e a quello del ct). Il secondo passaggio sarà l’assemblea dell’11 agosto, divenuta elettiva. I tempi tecnici per quella data, secondo le verifiche degli uffici federali, ci sono. Il Consiglio federale di lunedì, dal punto di vista politico, potrebbe comunque prendere altri indirizzi, sebbene la cosa sia da escludere per motivi di opportunità. Nella corsa alla poltrona di presidente attualmente non ci sono candidati, nè potrebbero essercene, dal momento che manca la ratifica alle dimissioni di Abete. Finora sono solo emerse posizioni discordanti dai vertici di due componenti, la Lega Nazionale Dilettanti e l’Assoallenatori: i presidenti, Tavecchio e Ulivieri, hanno manifestato posizioni contrapposte, il primo asserendo che “mancano i tempi tecnici” necessari “per l’elezione di un presidente l’11 agosto”; il secondo, esortando tutti “a darsi una mossa, nel “rispetto dei tempi”.
La posizione di Tavecchio potrebbe essere dettata dall’eventuale necessità di preparare il terreno a una possibile candidatura, attraverso accordi preventivi ben precisi. Sulla vicenda è sceso in campo anche il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, per sottolineare che “l’insuccesso ai Mondiali ha causato un terremoto. Sono molto dispiaciuto per le dimissioni di Abete. Un allenatore che si dimette ci può stare, visto che notoriamente i calciatori non si possono dimettere, ma il presidente federale non va in campo. Abete ha fatto tutto quello che poteva e sono dispiaciuto. Non era il momento per lasciare e, francamente, non capisco l’euforia di certa gente. La scelta del ct spetterà al nuovo presidente, sentito il parere del Consiglio federale: i nomi che circolano sono fuoriluogo e fuori tempo. Spero che la nomina del presidente avvenga l’11 agosto, faremo quello che c’è da fare. La Lega Pro non ha candidato nessuno, sceglieremo in funzione di un programma. I tempi tecnici? Ci sono e Tavecchio lo sa benissimo”. Sulla crisi dei vertici dirigenziali della Figc ha detto la sua anche Sandro Mazzola, secondo cui “il nome per rilanciare il calcio italiano” sarebbe “Gianni Rivera”. “E’ stato un campione e ha grande esperienza a livello dirigenziale – ha aggiunto l’ex rivale del ‘Golden boy’ -. Se il calcio è in crisi facciamolo salvare da chi di calcio di intende”. Sulla vicenda-ct è invece intervenuto un altro campione del passato, Gigi Riva. “Accettare le dimissioni di Prandelli significherebbe farsi male da soli. Spero ci ripensi, non deve pagare chi non è colpevole. Chi avrebbe dovuto convocare, chi di così forte è rimasto a casa?”, il parere del recordman di reti in Nazionale. Non di crisi, ma del gioco degli azzurri ha parlato Sepp Blatter. Secondo il presidente della Fifa è mancato “lo spirito offensivo”. “Non bisogna aspettare – ha spiegato – se aspettate e aspettate, guardate quello che è successo ad alcune grandi squadre europee, come l’Italia. E’ fuori, perché ha aspettato e aspettato, anzichè segnare”.