Nazionale, Mancini: “Non ho mai vinto il Mondiale da calciatore, voglio farlo da allenatore”

Il Ct della Nazionale, Roberto Mancini, ha parlato ai microfoni di ‘Tutti Convocati‘, su Radio24, facendo anche un piccolo bilancio sulla sua avventura in azzurro. Ecco le sue parole.

NAZIONALE – “Sono entrato in una delle situazioni più difficili negli ultimi 50 anni, dovevamo fare qualcosa non solo per un buon presente ma anche per il futuro. Ci sono dei momenti difficili, passano dei mesi tra una partita e l’altra, ma il lavoro sta dando i suoi frutti e siamo felici per il fatto che ci sia più gioia quando gioca la Nazionale. Avrei trovato qualcos’altro ma la Nazionale è cosi’ importante per un allenatore che ci tenevo. Non ho vinto un Mondiale da giocatore, spero di riuscirci da allenatore. Siamo anche andati abbastanza veloci nel metter giù una squadra competitiva ma dobbiamo mettere a posto diverse cose per migliorare. Ma il percorso è stato fin qui buono. Giochiamo tanti palloni ma realizziamo poco per quanto creiamo, a parte nelle ultime due partite. Dobbiamo essere più bravi sotto porta e fare meno errori, un episodio può cambiare una partita”. 

I GIOVANI – “Gara inaugurale di Euro 2020 all’Olimpico? C’è questa possibilità, dovremo essere bravi nelle prossime due partite, importanti ma non decisive, e avremo un anno per migliorare e arrivare agli Europei per giocarceli I singoli? Di Francesco ha iniziato a far giocare Zaniolo dopo che l’abbiamo chiamato, è stato un bene per tutti. Lo vedo come l’ho conosciuto, da mezzala, e questo è il suo ruolo. Gioca in Serie A da sei mesi, è normale abbia anche un calo fisico, però credo sia un giocatore di grande prospettiva come Kean, che fisicamente è devastante, e Tonali. Insigne? Deve stare tranquillo. Per le qualità che ha può fare di più, e’ nella sua età migliore e riesce a capire tante cose. Nei momenti difficili bisogna abbozzare e continuare a lavorare, poi passeranno. Balotelli? Lo conosco troppo bene, aspetto che continui a migliorare non solo sotto l’aspetto dei gol, perché ha qualità superiori nel campionato francese, ma deve anche lavorare e prendere meno ammonizioni”.

MESSI – “Messi è al livello di Maradona. Una volta i marcatori picchiavano e nessuno vedeva, oggi è più semplice, ma Messi è di un altro livello.”

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