Roberto Mancini, ct della Nazionale, ha concesso un’intervista al quotidiano ‘La Stampa‘ in cui fa un primo bilancio della sua avventura e parla di convocazioni e prospettive future. Nel dettaglio Mancini parte da un primo resoconto della sua esperienza da commissario tecnico azzurro: “Ci sono squadre più avanti di noi. La Francia su tutte, ma nessuno ha un fenomeno. Per cui se facciamo un buon lavoro, se giochiamo un calcio offensivo che diverta e che gratifichi, ecco che allora i risultati sono possibili. Noi siamo l’Italia, possiamo fare come la Francia e la Spagna e aprire un ciclo. È un buon momento per cominciare un ciclo? Sì, lo è. La Francia anche per l’età è la più forte e oggi ci batte. Ma all’Europeo 2020 ce la giochiamo“.
Mancini si sofferma poi sui tanti giovani che si stanno mettendo in luce sia a livello di club sia con la maglia azzurra: “Kean ha solo 19 anni, dipende da lui ma può diventare un attaccante straordinario. Io lo faccio giocare anche esterno, ma se fa quello che deve fare sarà un grande centravanti. Poi Tonali, Barella, Mancini, Zaniolo. Anche a livello fisico possiamo dire la nostra”.
Porte aperte anche ai ritorni di Balotelli e Belotti: “Per Mario in prospettiva”, precisa il ct. Poi, su Belotti: “Ha fatto una buona seconda parte di campionato. Lo chiamerò. Noi facciamo un certo tipo di gioco e abbiamo bisogno di un certo tipo di giocatori. Lui ha altre qualità, ma se fa gol…Abbiamo già deciso tutto, i dubbi sono sugli attaccanti. Pavoletti ha caratteristiche uniche, Quagliarella ha fatto un gran campionato, poi Immobile, Lasagna. Per gli Europei dovrò scegliere tre centravanti, non cinque”.