Nazionale, parla Abete: “Se fossi rimasto non avrei scelto Conte”

Dopo la conferma di Conte sulla panchina azzurra, l'ex presidente della FIGC Abete ha rivelato alcuni retroscena

Dopo un po’ di polemiche Antonio Conte ha maturato la decisione di proseguire la sua avventura come CT della Nazionale. Sono state e saranno settimane importanti per il tecnico ex Juve che dovrà decidere la sede del ritiro per gli europei che si terranno in Francia l’anno prossimo. Sulla questione è intervenuto anche l’ex presidente della FIGC Giancarlo Abete, che ha spiegato le dinamiche dell’arrivo dell’ex Juve sulla panchina azzurra.

Intervenuto ai microfoni di ‘Tv 2000‘, Abete spiega come le sue dimissioni siano state decisive nell’ambito della scelta del ct: “Senza le mie dimissioni, Conte non sarebbe diventato ct della Nazionale. Se fossi rimasto non sarebbe stato lui il tecnico della Nazionale, non perchè non l’avrei scelto, ma per un fatto di tempistiche, visto che era ancora impegnato con la Juventus. E’ stato deciso che il nuovo tecnico sarebbe stato correttamente indicato dal nuovo presidente federale dopo l’elezione, e questo ha fatto sì che il tecnico sia stato scelto dopo l’11 agosto”.

Abete torna poi sulle accuse di frode sportiva nei confronti dello stesso allenatore salentino: “Conte, che ha sempre professato la sua estraneità, ha avuto una sanzione da parte della giustizia sportiva in relazione alle vicende legate al fenomeno delle scommesse, sanzione che poi ha scontato. E’ in atto un iter della giustizia penale, che ovviamente avrà un suo seguito. Da una parte bisogna rispettare le decisioni degli organi di giustizia, sia sportiva che penale, dall’altra, nel momento in cui una sanzione è stata scontata, si riprende la piena dignità e titolarità del proprio ruolo”.

Il flop al Mondiale brasiliano è stato un tonfo decisivo, Abete torna sulla decisione di lasciare: “Già nel gennaio 2013 avevo detto che sarebbe stata la mia ultima candidatura. Quando c’è stata la sconfitta al Mondiale, anche se eravamo arrivati secondi agli Europei e terzi alla Confederation Cup, iniziava un nuovo ciclo e ho ritenuto giusto lasciare libero il campo per consentire una riflessione sul futuro”.