Nazionale, Roberto Mancini si presenta: “chiameremo Balotelli”, novità anche su Buffon e Pirlo

Nazionale, Roberto Mancini si presenta: la conferenza stampa – Italia-Mancini, mancava solo l’ufficialità che nelle ultime ore è prontamente arrivata, inizia un nuovo progetto dopo la delusione della mancata qualificazione in Russia. Ecco i dettagli economici dell’accordo: contratto biennale da 2 milioni netti a stagione, ma come svela il ‘Corriere dello Sport’ è prevista un’opzione che consentirebbe a Mancini di restare al timone della Nazionale anche per i Mondiali del 2022. Ecco i componenti dello staff tecnico: Angelo Gregucci, Fausto Salsano e il preparatore dei portieri Battara, pronto all’ingresso anche Andrea Pirlo.

Nazionale, Roberto Mancini si presenta: la conferenza stampa

Comincia il commissario Fabbricini, che definisce Mancini “la miglior scelta fra le migliori” e come “abbia rinunciato a un contratto in essere con lo Zenit, perché noi volevamo parlare con un tecnico che fosse libero da legami”.

Italia-ManciniLe prime parole di Mancini: “Sono abbastanza emozionato perché diventare c.t. della Nazionale non è una cosa così banale. La Federazione mi ha fatto capire che mi volevano al 100 per cento e per me è stato facile scegliere. Ho messo piede per la prima volta nel 1978 a Coverciano con l’Under 14. Essere qui in questo ruolo adesso è importante. Sono felice anche per i miei genitori che saranno orgogliosi. Essere c.t. azzurro è la massima aspirazione per tutti, e questo era il momento giusto nella mia carriera. Balotelli? Ci parleremo, probabilmente lo chiameremo, lo vogliamo rivedere come è stato agli Europei con Prandelli. Di Pirlo abbiamo parlato con Costacurta, adesso bisogna sentire lui e capire cosa vuol fare. Anche con Buffon parleremo: per adesso non c’è stato tempo. Voglio riportare l’Italia dove merita: sul tetto del Mondo e dell’Europa. Di Europei ne abbiamo vinti pochi. E’ difficile che un c.t metta d’accordo tutti, ogni tifoso vede il calcio a modo proprio, ma per unire bisogna vincere un trofeo importante. Difficile dire adesso come giocheremo, anche perché devo conoscere meglio alcuni giocatori stando insieme, ma poi certo adatterò le mie idee ai giocatori. Non chiedo stage, se avremo la possibilità ne faremo per vedere i giovani, ma vanno rispettati anche i club e i giocatori che giocano già tantissimo e viaggiano già tantissimo”. 

“Una cosa importante è che i giocatori che arrivano alla Nazionale devono farlo con il cuore, perché ogni piccolo giocatore sogna di arrivare in questa squadra e vincere con l’azzurro. In Nazionale ci sarà spazio per tutti quelli che faranno bene, ma dobbiamo costruire anche per i prossimi anni, quindi l’età conterà. Ma se i “vecchi” come De Rossi saranno ancora i migliori quando dovremo giocare partire importanti verranno chiamati”.