Nazionale, la clamorosa conferma di Tavecchio: le ‘convocazioni’ di Buffon ed il no del portiere a Balotelli

I Mondiali in Russia regalano grosse emozioni e colpi di scena, in arrivo infatti gli ottavi di finale. Nel frattempo si continua a parlare dell’Italia, della clamorosa eliminazione. Tavecchio ha provato a discolparsi parlando alla Gazzetta dello sport e svelando alcuni particolari sconcertanti della passata gestione. Innanzi tutto l’ex presidente della Figc si rimprovera il non aver confermato Conte: “Il mio grande errore? Non aver dato a Conte i 2,5 milioni in più che voleva. Li avrei recuperati con 3 amichevoli… Antonio ne prendeva 4, ne chiedeva 6,5. Sarebbe rimasto in azzurro e noi oggi saremmo in Russia. Sicuro. Ma è giusto dare a un uomo solo ciò che investiamo per tutto il Settore Giovanile e Scolastico? Subito dopo la sconfitta con la Svezia, contattai Sacchi per convincere Ancelotti. Ero convinto che avrebbe accettato l’aureola del salvatore, ma costava troppo. A quel punto anch’io avrei scelto Mancini”. 

italia Balotelli
Marco Alpozzi/LaPresse

Tavecchio, ha inoltre parlato dell’assenza di Balotelli nella passata edizione azzurra: “Balotelli? Mandai Ventura a vederlo a Nizza, tornò e mi disse che in squadra c’erano dei veti su di lui. Mario era il mio preferito, sono stato criticato per averlo ammesso”. Dunque, prima nello spogliatoio c’erano dei veti ed ora non ci sono più data la convocazione recente di Super Mario, guarda caso dopo l’addio di Buffon. Celebre lo sfogo del portiere dopo l’eliminazione dai Mondiali del 2014 quando lo accusò di non meritare la maglia azzurra. Insomma, Buffon faceva i convocati, mentre sul mancato inserimento di Insigne nella gara contro la Svezia, Tavecchio ha svelato: “Alla vigilia di Italia-Svezia salii ad Appiano e dissi ai giornalisti : “Sono venuti in 30 mila da Napoli…” Mica potevo ordinare a Ventura: “Faccia giocare Insigne”. Ma l’ho fatto capire. Perché Gabbiadini che era rimasto fermo a lungo? Ero così nervoso che strigliai anche Oriali: muoviti, prova a fare qualcosa almeno tu!”.